Migranti, la Sea Watch soccorre 65 persone al largo della Libia

Migranti, la Sea Watch soccorre 65 persone al largo della Libia

E nessuna delle altre autorità contattate si è dimostrata disponibile a dare indicazioni né a fornire un porto sicuro. Il team medico della Ong ha riscontrato su alcune delle persone salvate ustioni gravi, causate dal contatto con carburante e acqua di mare. Salvini: i nostri porti rimangono chiusi. "Vi anticipo che nelle prossime ore ricomincerà il balletto sulle navi sequestrate". Il ministro dell'Interno Matteo Salvini ieri ha minacciato la Sea Watch, diffidandola dall'entrare nelle acque territoriali: "i nostri porti sono chiusi". Al largo della Libia la Sea Watch ha soccorso un barcone in difficoltà con 65 migranti a bordo. E proprio per quella vicenda Salvini è indagato, insieme a Conte, Di Maio e Toninelli per sequestro di persona. L'ong tedesca ha infatti prelevato 65 migranti a 60 chilometri dalle coste libiche. La nave ancora in acque internazionali, con 65 migranti a bordo è a 15 miglia da Lampedusa. Tutto questo nel giorno in cui gip di Catania archivia l'inchiesta su Open arms.

La tesi che l'imbarcazione della Ong spagnola avesse agito come un 'taxi del mare' è stata dunque ritenuta non supportabile in un eventuale processo dagli stessi magistrati etnei, che non hanno trovato riscontri per contestare il reato di associazione davanti a un Tribunale.

Ma nuovo fascicolo: "Violenza privata contro il ministro. Un uomo che considera la Libia un porto sicuro, nonostante tutti i rapporti Onu, ha una credibilità uguale a zero".