MeToo, Woody Allen snobbato dagli editori per la pubblicazione delle memoria

MeToo, Woody Allen snobbato dagli editori per la pubblicazione delle memoria

Le cose sono cambiate dopo che sono riaffiorate le accuse di molestie alla figlia Dylan Farrow tre decenni fa. La vicenda ha spaccato la famiglia. "Sarebbe stata una operazione troppo pericolosa ai tempi del #MeToo", hanno spiegato al New York Times, che ha appena pubblicato una lunga inchiesta sui destini di Woody.

Ne esce fuori una immagine impietosa: come una delle vittime più illustri - "e ormai senza più futuro", dice Tim Gray, vicepresidente di Variety - della rivoluzione nelle sensibilità americane su abusi e comportamenti sessuali. Infatti, nella causa, la madre Mia prese le difese della figlia, mentre il fratello, quelle del padre. Invece il regista non riesce a pubblicare le sue memorie perché, riferisce il New York Times, almeno quattro grandi case editrici hanno detto no all'autore di film come "Manhattan", "Io e Annie" o "Match Point". E ora arriva l'ultimo schiaffo: quello dal mondo dell'editoria, a cui Woody, da sempre scrittore e intellettuale, ha sempre tenuto molto. Per gli editori l'autobiografia di Allen è un libro ad alto rischio poichè rischia di finire nel mirino di un boicottaggio. Secondo quanto riportato dal New York Times, nel corso dello scorso anno Allen avrebbe cercato di proporre alle case editrici statunitensi la propria autobiografia, ricevendo però una serie di rifiuti.

Il libro non sarebbe stato il primo per Allen che ha al suo attivo antologie di scritti satirici, da "Getting Even" del 1971 a "Mere Anarchy" del 2007. Da quel momento in poi Woody Allen ha visto cancellato il suo contratto con Amazon e sta avendo seri problemi a trovare finanziamenti per il suo prossimo film (se mai riuscirà a farlo). L'accumularsi di queste notizie e posizioni negative ha indotto Amazon a bloccare il film a tempo indeterminato e, alla fine, ha congelato il suo accordo di quattro film con lo studio.