Maxi evasione: Kering-Gucci chiude il contenzioso col fisco e paga 1,25 miliardi

Ricavi non dichiarati - Il Fisco italiano aveva contestato un'evasione da 1,4 miliardi per aver omesso di dichiarare ricavi per 14,5 miliardi di Gucci (la principale delle Maison italiane possedute da Kering).

In particolare il contenzioso con il fisco italiano riguardava tasse non pagate dal marchio di moda Gucci.

Quello che è stato definito oggi da Kering con la Agenzia delle Entrate è tecnicamente un accertamento con adesione.

La definizione comporterà il pagamento di una maggiore imposta pari a 897 milioni di Euro, oltre a sanzioni e interessi per un totale di oltre 1,250 miliardi di euro.

La definizione dell'accordo, si legge in una nota diffusa dal gruppo francese, "contraddistinta da un'analisi approfondita e da spirito collaborativo, ha riconosciuto che i rilievi mossi in sede di verifica riguardano la sussistenza di una stabile organizzazione in Italia nel periodo 2011-2017, con relativa attribuzione di utili e, sotto altro profilo, i prezzi di trasferimento praticati da LGI, per il medesimo periodo, con la consociata Guccio Gucci S.p.A.".

L'inchiesta della procura milanese è stata chiusa alla fine dello scorso novembre. È un gigante internazionale del lusso, con un fatturato di 13,6 miliardi di euro nel 2018 (+26,3% rispetto all'anno precedente) e un Ebitda di 4,4 miliardi (+42%). Le Fiamme Gialle del Nucleo di polizia economico finanziaria avevano contestato il mancato pagamento delle tasse in Italia tra il 2011 e il 2017 grazie a "una stabile organizzazione occulta" - sempre negata da Kering - costituita appunto dalla società svizzera Luxury Goods International, con sede nel Canton Ticino: in questo modo il gruppo avrebbe evitato di pagare le tasse sulla commercializzazione in Italia di prodotti Gucci, pagando soltanto le imposte svizzere a un tasso inferiore.