Kim Jong Un e la tattica sui nuovi missili

Kim Jong Un e la tattica sui nuovi missili

Sparare un missile a corto raggio non violerebbe la promessa della Corea del Nord di non testare missili nucleari o a lungo raggio. Quello odierno è il primo lancio di missili da parte della Corea del Nord da oltre un anno: l'ultimo test risale al novembre del 2017. Al contrario Ri Yong Ho, ministro degli Esteri che una volta aveva denunciato Trump alle Nazioni Unite come un "uomo mentalmente squilibrato, pieno di megalomania", ha mantenuto un ruolo centrale, è anche apparso accanto a Kim Jong Un in recenti eventi diplomatici, inclusi gli incontri con Vladimir Putin a Vladivostok. Si tratta della seconda provocazione del leader nordcoreano Kim Jong-un dal fallimento del vertice di Hanoi del febbraio scorso, in Vietnam, con il presidente americano Donald Trump. "È un messaggio che potrebbe tornare alla precedente modalità conflittuale se non vi è alcuna svolta nella situazione di stallo", ha detto Yang Uk, ricercatore senior del forum di difesa e sicurezza della Corea.

La Casa Bianca è a conoscenza delle azioni della Corea del Nord, "continueremo a monitorare". Questo il comunicato dello Stato Maggiore sud coreano.

Una fonte militare citata dalla Yonhap, ha spiegato che i proiettili avrebbero coperto una distanza di 70-200 chilometri, finendo nelle acque del mar del Giappone.

La Corea del Nord rischia una grave crisi alimentare necessitando di 1,36 milioni di tonnellate di cereali nel 2019 per compensare l'attuale carenza: è la stima del rapporto di oggi delle agenzie dell'Onu Pam e Fao, fatto sulle rilevazioni dal 29 marzo al 12 aprile.