Il piano di Trump per l'aumento dei dazi sull'import dalla Cina

Il piano di Trump per l'aumento dei dazi sull'import dalla Cina

"La Cina deve stare ferma, essere fiduciosa e superare le difficoltà", ha detto Rui Ping, uno dei giornalisti di punta dell'emittente, nell'editoriale trasmesso ieri nell'edizione serale di punta del telegiornale, quello delle 19.

Le tensioni tra Stati Uniti e Cina si sono intensificate nella settimana del 6 maggio, con Pechino che ha continuato a rimandare le riforme strutturali e Trump che ha annunciato, di conseguenza, il rincaro dei dazi sulle importazioni.

Alla provocazione di Washington ha risposto Pechino.

In base a questo piano saranno colpiti ben 3.805 prodotti cinesi di importazione, per un valore che arriverà fino a 300 miliardi di dollari, ben al di sopra di quelli oggi invigore su 200 miliardi di import cinese (tassati al 25%).la lista dei prodotti che potenzialmente potrebbero ricadere sotto la scure sono pubblicati sul sito web dell'agenzia ed include essenzialmente tutti i prodotti non ancora coperti dai precedenti dazi: dal latte ai prodotti animali, senza tralasciare l'acciaio e l'alluminio.

"L'unico problema è che sanno che a vincere sarò io", ha scritto il miliardario, citando a sostegno la situazione ottima dell'economia e dell'occupazione. Il presidente americano ha firmato un decreto in cui dichiara l'"emergenza nazionale" per le minacce ricevute dalla tecnologia americana.

A niente sembrano essere servite le "minacce" di Trump.

Un altro punto a favore della rielezione del Presidente Trump ad altri quattro anni di presidenza degli Stati Uniti? Ben 70 miliardi di dollari di esportazioni in più. E questo fenomeno potrebbe diventare sempre più importante, con il prolungarsi della guerra commerciale.

Nella peggiore delle ipotesi, gli eventuali, nuovi dazi potrebbero arrivare al 25%. Non c'è nulla di cui preoccuparsi. Gli Stati dove si coltiva molta soia, infatti, come lo Iowa, sono stati tra i più pesantemente danneggiati dalla guerra commerciale. Siamo anche convinti che non ci sia convenienza delle parti a interrompere definitivamente il processo negoziale.

Gli investitori ritengono che Stati Uniti e Cina alla fine troveranno un accordo.

È un segnale che evidenzia un trend. Qui ci sono vigneti un tempo apprezzati dagli statunitensi.

Il presidente americano ha anche difeso gli sforzi della sua amministrazione in tema di commercio con la Cina, indicandoli come modello per negoziati con altre nazioni. "I colloqui commerciali sono solo una parte della storia".