Giulio Regeni, la sua mamma e Roberto Vecchioni

Giulio Regeni, la sua mamma e Roberto Vecchioni

Ancora oggi si cerca la verità su quanto accaduto, con i politici e i servizi segreti egiziani che fanno di tutto o quasi per rendere l'indagine impossibile da decifrare. In Italia soprattutto la famiglia è in prima linea per scoprire la verità sul figlio morto così barbaramente e nel silenzio; la politica ogni tanto dà qualche segnale di vicinanza. Così ci potete aiutare; in caso contrario è meglio il nulla, grazie.

Salone del Libro 2019 madre Regeni - "Quella canzone non rispetta i nostri sentimenti".

Dall' altra parte il noto cantautore ci è rimasto molto male e così ha risposto attraverso la testata Rolling Stones: "Le ho detto che questa è una canzone simbolo, in cui la madre protagonista è in realtà una madre universale". Una madre che esce dalla sua fisicità e rappresenta tutte le donne che non possono pensare che il loro figlio non ci sia. Nessuna vera collaborazione c'è stata da parte delle autorità giudiziarie egiziane e dopo l'iscrizione nel registro degli indagati, da parte della procura italiana, di cinque funzionari dei Vostri apparati di sicurezza, la procura egiziana ha interrotto tutte le interlocuzioni - si legge nella lettera pubblicata su La Repubblica e firmata da Paola e Claudio Regeni -. "Al centro del pezzo ci sono le mamme del mondo, e i loro figli meravigliosi". Si accenna solo alla vicenda di Giulio Regeni, e "in maniera corretta", sottolinea il cantautore. "Per questo non credo di aver leso alcun diritto della signora, che conosco e a cui voglio bene", ha detto ancora il cantautore. Tuttavia Paola aveva chiesto di rinunciare al brano. La risposta di Vecchioni è questa: "Non ho rinunciato alla canzone perché me lo imponeva la mia libertà espressiva, non mi si può togliere una canzone". E aggiunge: "Ho mantenuto la promessa di non cantarla in tv o parlarne con i giornalisti". L'ho cantata in teatro e la farò in tour, ma l'ho tenuta in un angolo. E non si può pretendere rispetto se si viene meno ad una promessa fatta a dei genitori ed a un intero Paese orfano di uno dei suoi figli. E' chiaramente dedicata a Giulio Regeni, il giovane ricercatore che a soli 28 anni, è stato barbaramente ucciso in Egitto mentre lavorava al suo dottorato per l' Università di Cambridge. "Non volevo strumentalizzare la vicenda, non so cos' altro avrei dovuto fare".