Donald Trump inserisce Huawei nella lista nera per ragioni di sicurezza

Donald Trump inserisce Huawei nella lista nera per ragioni di sicurezza

Lo scrive il quotidiano "Nikkei", che cita fonti aziendali anonime. E, ancora: "Huawei è un impareggiabile leader nel 5G", lo standard di ultima generazione delle tlc integrate. Nel frattempo, crescono le preoccupazioni per i danni collaterali alle catene di forniture asiatiche di Huawei, che di fatto non potrà più fare affari con aziende statunitensi. La compagnia ha infine affermato che le restrizione commerciali "violeranno i diritti di Huawei e solleveranno altri gravi problemi legali".

Donald Trump ha annunciato che posticiperà fino a sei mesi la decisione relativa ai dazi sulle auto importate, mentre gli Stati Uniti continueranno a portare avanti colloqui con i principali partner commerciali. L'ordine esecutivo, che non menziona espressamente alcun paese o azienda, è oggetto di considerazione da parte della Casa Bianca da almeno un anno, ma la sua firma è stata più volte rinviata.

I dazi sono diventati parte integrante della tattica di negoziazione di Trump per fare pressione sulla Cina, sfruttando il fatto che in una grande guerra commerciale il gigante orientale ha sicuramente di più da perdere, rispetto agli Stati Uniti. Impone al Dipartimento del Commercio, in collaborazione con altre agenzie governative, di redigere un piano per l'esecuzione, entro 150 giorni. Ma il portavoce del ministero del Commercio cinese, Gao Feng, ha detto che "la Cina si oppone con forza alla imposizione unilaterale di sanzioni". Huawei ha replicato assicurando che la compagnia desidera trattare con il governo americano "misure efficaci a tutela della sicurezza dei prodotti".

L'azienda cinese avverte che il divieto di operare negli Stati Uniti finirà per penalizzare le imprese e i consumatori e lascerà gli Usa indietro sullo sviluppo delle reti 5G, la tecnologia del futuro che promette sviluppi importanti, ad esempio, per l'utilizzo dell'intelligenza artificiale, per l'industria, la medicina e per le "smart city". A gennaio il dipartimento della giustizia USA aveva sollevato contro Huawei e la CFO Meng Whanzou svariati capi d'accusa, tra cui ostacolo alla giustizia e furto di tecnologia.

Il tutto, mentre il segretario al Tesoro, Steven Mnuchin, rassicura i mercati confermando che "presto" si recherà in Cina "per ulteriori colloqui" dopo i negoziati "molto costruttivi" della scorsa settimana. L'azienda cinese avrebbe violato il regime sanzionatorio nei confronti dell'Iran, celando le transazioni con quel paese tramite una propria controllata, Skycom Tech. Il punto è che adesso la battaglia su Huawei si sta spostando a Sud, verso l'America Latina, interviene il prestigioso Foreign Affairs.