Dobbiamo prendere seriamente la dipendenza da videogiochi — Sony

La sindrome nasce e si sviluppa da un'eccessiva esposizione a eventi stressanti sul posto di lavoro, che si protraggono per lungo periodo di tempo, senza però essere gestiti in modo appropriato. Sono tre le caratteristiche individuate: "Senso di esaurimento o debolezza energetica; aumento dell'isolamento dal proprio lavoro con sentimenti di negativismo o cinismo e ridotta efficacia professionale".

L'Organizzazione mondiale della sanità ha precisato che il 'burnout', lo stress da lavoro, rimane un "fenomeno legato al lavoro" che potrebbe portare alla ricerca di cure, ma non è da considerarsi una malattia.

Questa condizione opposta è caratterizzata da un continuo stress psicologico a cui si è sottoposti e a cui non sempre si riesce a porre rimedio.

Lo stress da lavoro è una situazione che non deve essere sottovalutata "perchè può causare una serie di disturbi seri come per esempio la depressione e anche gli attacchi di panico". Lo ha stabilito l'Oms dopo decenni di studi.

Il primo ad occuparsi di burnout è stato lo psicologo Herbert Freudenberger con un articolo scientifico pubblicato nel 1974, tuttavia parlava di una sindrome che si riferiva principalmente a professioni cosiddette di aiuto come quelle di infermieri e dottori ed estesa poi più in generale a persone chi si occupano di assistenza o che entrano continuamente in contatto con altre che vivono stati di disagio o sofferenza. L'agenzia speciale dell'Onu per la salute ha anche fornito direttive ai medici per diagnosticarla.

Secondo queste indicazioni, infatti, è essenziale capire che il burnout si riferisce specificamente ai fenomeni nel contesto occupazionale e non altri ambiti della vita.

Nel corso della 72esima Assemblea Mondiale della Sanità, i 194 membri hanno preso una decisione molto importante: includere la dipendenza dai videogiochi nella lista ufficiale delle patologie riconosciute dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). L'OMS dal suo canto ha dichiarato che la sicurezza dei pazienti è una una priorità fondamentale.