Di Maio: "Chi vuole le province si trovi un altro alleato"

Di Maio:

"Comunque si chiami il sottosegretario, da noi le regole si rispettano, che tu sia del Movimento o del partito alleato questo deve essere chiaro".

Il leader del M5S in mattinata ha poi aggiunto: "Le province si aboliscono, non si ripristinano, la scelta è semplice: vanno eliminate veramente tagliando poltrone". Gli articoli sono disponibili su euronews.net per un periodo limitato.

In proposito si è espressa Giulia Bongiorno, ministro della Pubblica amministrazione: "Le Province sono in una situazione ibrida - ha detto il ministro - La verità è che si è fatto finta di eliminarle. Chi le rivuole si trovi un altro alleato". Sono uno spreco, inutile ammalarsi di amarcord per farle ritornare. "La soluzione non è certo quella contraria, non è aumentando le poltrone con altri 2500 nuovi incarichi politici che si risolvono i problemi degli italiani". Poi c'è il caso Siri: "Sulla questione morale il M5S non arretra". Sul tema era intervenuto in mattinata anche il sottosegretario all'interno del Movimento, Carlo Sibilia, secondo il quale Siri "si deve dimettere", sostenendo però che "se sceglierà di non farlo non si arriverà alla crisi di governo". Sibilia ne fa soprattutto una ragione di opportunità politica: "Siamo di fronte a una forza politica (la Lega, ndr) che decide di farsi del male da sola". Bisogna uscire dall'equivoco, perché durante le varie campagne elettorali in passato si è detto di aver eliminato il poltronificio, ma tutti sanno che non è vero.

Dal punto di vista della crescita economica invece, il ministro del lavoro sembra non si voglia accontentare del piccolo miglioramento confermato dalla stima Istat sull'aumento del Pil "Non mi accontento del +0.2%, tutte quelle previsioni catastrofiche sono state smentite, finalmente".