Caso Siri, le verifiche di Milano sul mutuo del senatore

Caso Siri, le verifiche di Milano sul mutuo del senatore

Come elementi di allerta la trasmissione di Rai3 Report, lunedì sera portando alla ribalta la vicenda, ha indicato l'erogazione del mutuo da parte della banca pur senza garanzie reali e davanti alla scarsa "bancabilità" di Siri in quanto gravato da un patteggiamento per bancarotta fraudolenta, da un problema di pignoramento nel 2011 da parte dell'Inpgi, e con un reddito dichiarato di 25.000 euro nel 2017. Ieri sul blog delle stelle è stato pubblicato quello che suona come una sfida a Matteo Salvini: "Sulla questione morale il M5S non fa passi indietro e alla Lega chiediamo di non cambiare sempre discorso, ma di tirare fuori le palle su Siri e farlo dimettere". Salvini dovrebbe mostrare più coraggio e maggiore coerenza visto che in occasione delle dimissioni della sottosegretaria ai Trasporti Simona Vicari (governo Renzi), perché indagata per concorso in corruzione, diceva: "Le dimissioni del sottosegretario non mi soddisfano". È stato lo stesso professionista a segnalare all'ufficio competente di palazzo Koch l'operazione sospetta, sulla quale adesso indaga il procuratore aggiunto Fabio De Pasquale, che si occupa, oltre che di corruzione internazionale, anche di casi di riciclaggio o auto-riciclaggio. Dall'altra parte anche Matteo Salvini tiene il punto e ostenta tranquillità: "Vado in Consiglio dei ministri assolutamente tranquillo. Continuo a ritenere che in un Paese civile i processi si fanno in tribunale e se uno è colpevole è condannato da un giudice e non da un giornale". "Sono arrivato a Roma stamattina - ha detto il sottosegretario Giancarlo Giorgetti -, credo che ci vedremo anche con Salvini, sarà lui a prendere la decisione definitiva".

Nel governo si contano 8 ministri pentastellati e 6 della Lega. "I giornalisti mi dicono: "mercoledì c'è un consiglio dei ministri sulle dimissioni di Tizio di Caio". Ecco, senza l'autonomia il governo non va più avanti". "L'Abc del cambiamento, che questo governo ha l'ambizione di portare avanti", scrive il leader del M5S nel post. "Il ministro dell'Interno, però, riceve buste con proiettili per l'impegno contro la mafia con fatti". Oggi si presenterà l'imprenditore per spiegare cosa intendesse lo scorso 28 settembre, quando, conversando con il figlio Francesco, in un dialogo intercettato, parlava del prezzo di Siri: 30mila euro per ottenere emendamenti favorevoli alle sue aziende. A chi mi attacca dico tappatevi la bocca, lavorate e smettete di minacciare il prossimo.

Una scelta non condivisa dalla Lega con il leader del Carroccio che durante una sua campagna elettorale in Campania sottolinea: "Io sono molto tranquillo e sto aggiornando la mia agenda".