Cannes: per Rocketman c'e' Elton John al festival

Cannes: per Rocketman c'e' Elton John al festival

Folla in delirio a Cannes per Elton John arrivato sulla Croisette per la première mondiale di Rocketman, il musical su di lui e che lui stesso ha prodotto. Quel film è stato un vero fenomeno nel genere, e direi anche meritatamente.

Il film inizia con Taron Egerton, un copricapo con le corna coperte di strass, un abito attillato arancione e due enormi ali piumate, che entra a passo spedito in una tipica sala da alcolisti anonimi e dice: "Mi chiamo Elton 'Hercules' John e sono dipendente da cocaina, alcol, sesso, shopping compulsivo e ho delle serie difficoltà a gestire la rabbia". Da qui un viaggio che passa attraversa l'incontro con Bernie Taupin, il suo amico di più vecchia data, i primi successi, i dischi, la tournée americana, l'incontro con John Reid, suo manager ed ex compagno, la depressione, la droga, gli eccessi, un tentativo di suicidio buttandosi in piscina che diventa un affondare alla ricerca di chi era quel bambino prodigio con una memoria di ferro e un'abilità al piano incomparabile.

Diretto da Derex Fletcher, il film vede nei panni e nei vocalizzi di Elton John l'attore inglese Taron Egerton, assai somigliante con trucco e parrucco adeguati al look stravagante che ha caratterizzato tutta la carriera di sir Reginald Kenneth Dwight (è il vero nome del divo).

Anche il confronto inevitabile con il premio Oscar Rami Malek, Egerton lo liquida veloce: "Rami è eccezionale, un attore fantastico, un uomo brillante, ma il suo film è un unicorno" - "E Rocketman un film bellissimo", interviene il regista a "salvarlo". "Io ho provato una grande responsabilità perché le sue canzoni per milioni di persone costituiscono una sorta di appartenenza perché sono elementi della nostra vita".

E veniamo così all'ottimo Taron Egerton che nel film recita, canta e balla in modo eccellente e senza mai tirarsi indietro. Azzecca però un paio di soluzioni visive formidabili come quando, a partire da una manciata di celebri foto d'epoca in cui salta davanti alla tastiera del pianoforte, traduce la mitologia in leggenda, facendo prendere il volo a Elton John e a tutto il pubblico durante il suo primo concerto americano al Troubadour di Los Angeles. Trattandosi di un film ben più ambizioso e coraggioso, è davvero difficile immaginare un successo pari a quello del precedente Bohemian Rhapsody, ma di certo quest'opera di Dexter Fletcher rappresenta un esempio positivo da seguire (e magari ulteriormente perfezionare) per tutte le altre biopic rock che seguiranno.

"Sono onestamente orgoglioso di essere paragonato a Bohemian Rhapsody".

Chiude Bryce Dallas Howard: "Con quello che sta accadendo in tv e sui canali streaming, dove la qualità è sempre più alta, occorre dare agli spettatori del cinema uno show sempre più spettacolare ed emozionante. Sarebbe un peccato vedere questo film a casa, da soli".