Cannabis light, Salvini annuncia direttiva per chiudere i negozi

Cannabis light, Salvini annuncia direttiva per chiudere i negozi

Lanciata ieri in tv da Lilli Gruber e durante l'incontro con le comunità terapeutiche operanti nel settore delle tossicodipendenze, la crociata del ministro dell'Interno è stata annunciata come una guerra senza quartiere: "Da domani stesso - ha detto darò indicazione a tutti i responsabili della pubblica sicurezza delle forze dell'ordine di andare a controllare uno per uno, con l'obiettivo di chiuderli tutti i presunti negozi turistici di cannabis, che per quanto mi riguarda vanno sigillati perché sono un incentivo all'uso e allo spaccio di sostanze stupefacenti". Un processo che sembra arenarsi di fronte alle ultime esternazioni del vicepremier Matteo Salvini: "Chiuderemo tutti i negozi che vendono cannabis". Polemico anche il Pd. Mi dicano i cannabis shop che cosa vendono, non margherite o centrotavola.

Il M5s, quindi, ha accolto la proposta di Salvini con scetticismo. E aggiunge: "In un anno mezzo di sentenze delle varie sezioni della Cassazione, le prime erano assolutamente contrarie a questi esercizi commerciali, ma da quando è aumentato l'approfondimento sul fenomeno dal punto di vista giuridico, altre sezioni sono arrivate a giudizi con motivazioni molto più ricche e favorevoli alla commercializzazione del fiore".

"Chiederò che siano vietate tutte le feste a base di cannabis". "Controlli, per carità, e immagino anche lotta alla mafia". Salvini ha aggiunto: "Non è nel contratto di governo e non voglio lo Stato spacciatore". Il corteo, nato per promuovere la legalizzazione delle droghe leggere, partirà da piazza della Repubblica alle ore 14 e sfilerà per le strade del centro di Roma fino a piazza San Giovanni. Anche il festival della Canapa, in programma a Torino, ha risentito di questo clima decisamente ostile ed è stato annullato.

Per questo motivo molti standisti hanno abbandonato l'idea di partecipare e per questo motivo siamo costretti ad annullare l'evento in primo luogo per tutelare chi essendo presente rischierebbe la propria attività direttamente al festival vedendosela chiudere. Secondo i dati diffusi sul sito dell'associazione, il fatturato è di 6,598 milioni di euro; la superficie coltivata è di 58,5 ettari.