Camera, approvato taglio dei parlamentari: ma il PD difende i suoi privilegi

Camera, approvato taglio dei parlamentari: ma il PD difende i suoi privilegi

Il testo prevede una riduzione del 36,5% dei parlamentari. Favorevoli alla riforma costituzionale sono i partiti di governo, M5S e Lega, col sostegno di tutto il centrodestra.

La Camera ha approvato la proposta di legge costituzionale che taglia il numero di senatori e deputati. Trattandosi di una modifica della Costituzione l'esame prevede quattro letture parlamentari (una doppia lettura conforme delle due Camere). Le legge viaggia spedita verso l'approvazione definitiva e quindi il passaggio al Quirinale prima di entrare in vigore con l'iscrizione sulla Gazzetta Ufficiale.

La legge costituzionale riduce il numero dei parlamentari, portandolo dagli attuali 945 a 600.

In base alla legge di riforma approvata, il numero dei deputati scende da 630 a 400, mentre quello dei senatori diminuisce da 315 a 200. I senatori sono abbassati da 6 a 4. Questo ad esclusione del Molise e della Valle d'Aosta dove il minimo sarebbe fissato rispettivamente a 2 e ad un senatore. La riforma determinerebbe una riduzione sostanziosa anche per la Calabria, che si ritroverebbe ad avere 11 parlamentari in meno.

"Attualmente i consiglieri parlamentari sono 127 e svolgono funzioni di organizzazione e direzione amministrativa, di revisione e controllo delle procedure contabili, di certificazione, di consulenza procedurale, di studio e di ricerca, di assistenza giuridico-legale, di organizzazione e direzione delle attività connesse alle relazioni istituzionali con enti nazionali e internazionali", ha spiegato sempre Il Tempo.

Tali disposizioni non troveranno comunque applicazione prima che siano trascorsi sessanta giorni dalla predetta data di entrata in vigore: questo al fine di consentire l'adozione del decreto legislativo in materia di determinazione dei collegi elettorali.

Riccardo Fraccaro, ministro per i Rapporti con il Parlamento, ha definito il risultato alla Camera "una tappa storica". Se, alla seconda votazione, il testo viene approvato a maggioranza dei due terzi da ciascuna Camera, viene promulgato e pubblicato in Gazzetta; se invece, la legge viene approvata solo con la maggioranza assoluta, può essere sottoposta a referendum qualora, entro tre mesi dalla sua pubblicazione, ne facciano richiesta cinque Consigli regionali, 500mila elettori o un quinto dei componenti di ciascuna Camera.