Adesione al servizio di memorizzazione dei dati delle fatture elettroniche

Adesione al servizio di memorizzazione dei dati delle fatture elettroniche

Il Garante della privacy, con i provvedimenti n. 481 del 15.11.2018 e n.

Questo per consentire agli operatori di aderire espressamente al servizio di "Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici".

Il provvedimento disponeva che l'adesione avrebbe potuto essere esercitata nei 60 giorni successivi al 3 maggio 2019 e che i file xml delle fatture elettroniche sarebbero stati conservati per intero fino allo spirare del termine concesso per effettuare l'adesione. Il documento inoltre ha modificato alcune scadenze previste dal provvedimento dell'Agenzia delle Entrate 21.12.2018. Nel rispondere positivamente l'Agenzia delle Entrate ha ricordato che l'articolo 10-bis del decreto fiscale collegato alla Legge di bilancio 2019 (DL 119/2018) ha posto il divieto di documentare tramite fatturazione elettronica le operazioni effettuate da quanti sono "tenuti all'invio dei dati al Sistema tessera sanitaria", i quali, per il solo periodo d'imposta 2019, non possono emettere fatture elettroniche con riferimento alle fatture i cui dati sono da inviare al Sistema tessera sanitaria.

Al divieto di emettere e-fatture non sfuggono le prestazioni rese dai medici veterinari che non possono essere documentate con fattura elettronica tramite SdI laddove costituiscano oggetto di invio al Sistema tessera sanitaria.

Fra i rilievi, c'era quello relativo alla necessità di un'adesione esplicita da parte del contribuente al servizio di consultazione e memorizzazione fatture dell'Agenzia delle Entrate. Se almeno una delle due parti effettua l'adesione, il Fisco memorizza i dati dei file delle fatture elettroniche e li rende disponibili in consultazione esclusivamente al soggetto che ha effettuato l'adesione. A parere dell'Agenzia, il conferimento di una nuova delega si renderebbe necessario in quanto il provvedimento n. 524526 del 31.12.2018, intervenendo sul precedente provvedimento del 5.11.2018, ha introdotto modifiche al modello di conferimento delle deleghe ai servizi del portale fatture e corrispettivi. Come precisato dall'Agenzia delle entrate, ai fini delle detrazione dell'Iva relativa alle spese per l'acquisto di benzina e diesel, si considerano idonei a provare le operazioni gli assegni, bancari e postali, circolari e non, nonché i vaglia cambiari e postali, quelli elettronici secondo le linee guida emanate dall'Agenzia per l'Italia Digitale, tra cui addebito diretto, bonifico bancario o postale, bollettino postale, carte di debito, di credito, prepagate ovvero di altri strumenti di pagamento elettronico disponibili che consentono anche l'addebito in conto corrente.

Pertanto, si auspica che l'Agenzia delle entrate riveda rapidamente le sue posizioni, confermando la validità di tutte le deleghe fino ad ora raccolte dagli operatori professionali, evitando cosi un inutile tour de force per la raccolta di firme e documenti di identità, per la compilazione del registro e per i nuovi invii telematici.