Addio allo scrittore Nanni Balestrini, voce della Neoavanguardia

Addio allo scrittore Nanni Balestrini, voce della Neoavanguardia

Nanni Balestrini, nato nel Gruppo 63 quando non aveva neanche trent'anni, ha dato della letteratura, agita in ogni forma e in ogni genere, una estetica esplosiva e una dimensione politica. "Una scomparsa, non solo per noi, incolmabile".

Balestrini era nato a Milano nel 1935 ed è stato una delle figure centrali del dibattito artistico e politico del nostro Paese.

Ha svolto un ruolo determinante nella nascita delle riviste di cultura "Il Verri", "Quindici", "Alfabeta", "Zoooom".

Balestrini ha fatto parte della neoavanguardia e degli scrittori intorno all'antologia "I Novissimi", precursori del "Gruppo 63" di cui è stato un esponente di spicco.

A seguito dell'ondata di arresti ordinati dal sostituto procuratore di Padova Pietro Calogero il 7 aprile 1979 per quelli che erano considerati i presunti capi delle organizzazioni sovversive, soprattutto di Potere Operaio (tra gli altri Toni Negri, Franco Piperno, Oreste Scalzone), Balestrini evitò il carcere rifugiandosi in Francia. "È con tristezza e dolore", ha annunciato su Facebook l'editore, "che informiamo della scomparsa di Nanni Balestrini". Nel 1971, ricordano le cronache, Balestrini fu tra gli intellettuali che sottoscrisse la lettera aperta a L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi per la morte di Pino Pinelli, fermato per la strage di piazza Fontana. Nel 1993 partecipò alla Biennale di Venezia, mentre nel 2012 aveva esposto alla tredicesima edizione di Documenta a Kassel (dove presentò una delle sue opere più famose, Tristanoil, il "film più lungo della storia"), e sue mostre personali si sono tenute in tutta Italia (tra le ultime, Vogliamo tutto a Massa nel 2018 e Ottobre Rosso a Milano nel 2017).