Usa, stop esenzioni import petrolio Iran

Lo ha annunciato nelle scorse ore la stessa Casa Bianca spiegando che il presidente Donald Trump ha deciso di non rinnovare le esenzioni che permettevano ad otto Paesi, tra cui l'Italia, di continuare a importare petrolio iraniano. Lo ha annunciato la Casa Bianca, spiegando che la decisione "mira ad azzerare l'export di petrolio iraniano", ripartito dopo lo storico accordo sul nucleare siglato con l'amministrazione Obama e revocato da Trump, "negando così al regime la sua principale fonte di entrate". Secondo il Washington Post, che aveva anticipato la notizia citando due funzionari dell'amministrazione, tra gli otto Paesi, Italia, Grecia e Taiwan hanno gia' azzerato le importazioni di petrolio iraniano, al contrario degli altri cinque, Cina, India, Turchia, Giappone e Corea del Sud. Gli Usa plaudono "al sostegno dei nostri amici ed alleati in questo sforzo" scrivono ancora dalla Casa Bianca. La Cina, tra i principali importatori di greggio da Teheran, ha criticato duramente il provvedimento degli Usa. Pechino si oppone "alle sanzioni unilaterali e alla giurisdizione ad ampio raggio", ha commentato il portavoce del ministero degli Esteri Geng Shuang, per il quale gli accordi siglati da Pechino con Teheran sono "ragionevoli e legittimi". Lo stesso Trump lo sa benissimo e infatti ha subito voluto rassicurare i mercati spiegando che Usa, Arabia Saudita ed Emirati Arabi sono impegnati ad assicurare che i mercati globali del petrolio restino forniti in modo adeguato. Le quotazioni del petrolio in poco tempo sono volate a massimi da sei mesi.

Immediata la reazione del mercato del greggio.