Roma, Ranieri: 'Battere Inter spinta, lotta a testa alta'

Roma, Ranieri: 'Battere Inter spinta, lotta a testa alta'

Ma tornare non mi farà effetto, mi rende orgoglioso essere l'allenatore della Roma.

Sfida decisiva per capire a che punto è la Roma?

"Io credo che un'eventuale battuta d'arresto non cambierebbe il nostro umore". Un risultato positivo potrebbe darci una spinta notevole. "Far bene significherebbe molto, perdere non ci cambierebbe molto nella determinazione di voler arrivare fino alla fine e lottare su ogni pallone", ha detto.

ROMA (4-2-3-1): 83 Mirante; 24 Florenzi, 44 Manolas, 20 Fazio, 11 Kolarov; 7 Pellegrini, 4 Cristante; 17 Under, 22 Zaniolo, 92 El Shaarawy; 9 Dzeko.

"Io decido la sera prima della gara". Ho visto tutti i ragazzi pronti e vogliosi di giocare. Deciderò venerdì sera. Pellegrini ha più passo di Nzonzi, ma il francese è un giocatore importante nel gioco a 1-2 tocchi.

Come valuta il lavoro tecnico di Spalletti a Milano?

SPALLETTI - "Non valuto il lavoro degli altri allenatori, il nostro è un lavoro bellissimo ma difficilissimo".

Ogni città, ogni piazza ha le sue differenze, ma dipende dal momento storico in cui ci vai a lavorare. Io ho avuto poco tempo per conoscere Milano, ho avuto pochi mesi e la sfortuna di perdere Motta e Coutinho. "All'inizio era andata bene, ma quando Motta è andato al PSG, la squadra non aveva più quel punto di riferimento". "Io non ho cambiato idea contro l'Udinese, ma ho fatto il farmacista". Venerdì sera farò le stesse valutazioni contro una squadra in salute, che corre e lotta.

Zaniolo più al centro. Lui rende meglio da mezzala a tutto campo, non dietro la punta o da esterno. In questo momento, è un ragazzo di 18 anni, è più una mezzala che un'ala o un trequartista. E' difficile essere profeti in Patria?

"No, io mi trovo bene qui a Roma". Personalmente mi brillano gli occhi solo per due squadre, la Roma e il Cagliari. A Cagliari ho scalato tutte le categorie, dalla C alla A. Ho tutte le mie ex nella mente, ma Roma e Cagliari ce le ho nel cuore. "Dipende da quello che vuole fare il presidente e da che cosa faremo alla fine dell'anno, perché una cosa è arrivare in Champions, un'altra è non arrivarci".

"Forse questo è il mio karma, ma in generale sono super soddisfatto della mia carriera, che comunque non è ancora finita". Le vittorie ci hanno dato convinzione, la partita a San Siro sarà importante in caso di vittoria.

Di sicuro, quello della Roma è un momento delciato: "Non sta a me dire se la Roma può offrire un progetto convincente al tecnico del prossimo anno".

Questo fatto mi è piaciuto molto, menomale che mi avete messo in mezzo (ride, ndr), ma questo fatto non sta a me. Sanno come ragiono. Per loro è più facile capire me che sono uno, io ci metto di più a capirli tutti. Sapete tutti che dipenderà molto dal piazzamento, l'ho detto fin dall'inizio: "arrivare in Champions o non arrivarci cambia molto i piani futuri".

La Roma ora è più sicura della sua costruzione o deve continuare a essere giudiziosa? Noi dobbiamo essere sempre giudiziosi, ma mi piace una squadra che va all'attacco, mi piace dare emozione al tifoso. "Lottando su ogni palla, cercando sempre di vincere le partite".