Mozione sul genocidio armeno, Turchia convoca ambasciatore italiano

Mozione sul genocidio armeno, Turchia convoca ambasciatore italiano

Lo riferiscono fonti diplomatiche. Tutti i deputati intervenuti nel dibattito hanno ribadito, pur se con toni diversi, che il voto di oggi non è un atto ostile nei confronti della Turchia di oggi. Il genocidio del popolo armeno risale al periodo tra il 1915 ed il 1917 ed è una vicenda di imbarazzo internazionale per la Turchia moderna. Il testo discusso alla Camera inquadra gli elementi che secondo i promotori rendono necessario un riconoscimento ufficiale, partendo dal fatto che "il riconoscimento e la memoria delle persecuzioni e degli orrori occorsi nel XX secolo deve costituire un monito perenne, affinché il Parlamento sia per sempre baluardo della libertà umana e della dignità della persona secondo i principi e le disposizioni della Costituzione della Repubblica".

Il portavoce dell'Akp, partito di governo, ha rinfacciato all'Italia la sua politica coloniale negli anni del fascismo. La Camera dei Deputati ha approvato con 382 voti a favore, 43 astensioni e nessun contrario, la mozione bipartisan che impegna il governo a "riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale", sulla quale l'esecutivo, rappresentato in aula dal vice ministro degli Esteri, Emanuela Del Re, si è rimesso al voto di Montecitorio. Tra i Paesi membri dell'Unione europea hanno dato seguito alla richiesta del Parlamento europeo: Austria, Belgio, Francia, Germania, Grecia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia, Svezia e lo stesso ha fatto la Svizzera. Prima di lui, anche Papa Giovanni Paolo II aveva usato il termine "genocidio" per definire la tragedia degli Armeni.