L'ultimo scontro tra Lega e M5s è sulle province

L'ultimo scontro tra Lega e M5s è sulle province

EDIT: "Per me le province si tagliano".

"Le seccature cominciano a essere troppe", si era sfogato il ministro dell'Interno, che tuttavia assicura di non voler tornare al voto: "Ho giurato il primo giugno". Si tratta, spiega il settimanale, di "soldi dei sostenitori leghisti usciti dalle casse dei due partiti e finiti, dopo lunghi e complicati giri, a società private e sui conti personali di uomini molto vicini allo stesso Salvini" e cioè "al tesoriere Giulio Centemero, e ai commercialisti bergamaschi Alberto Di Rubba e Andrea Manzoni (già coinvolti nelle indagini sui fondi della Lega, ndr), tutti e tre con ruoli nell'amministrazione dei conti del partito e fondatori dell'associazione Più Voci, quella finanziata dal costruttore Luca Parnasi con 250 mila euro". "Io voglio che scuole e strade siano in condizioni efficienti". Ha iniziato il vicepremier grillino Luigi Di Maio, per il quale non si dovrebbe nemmeno parlare di Province. Nel progetto complessivo di governo non ha proprio senso aprire 2500 poltrone nuove, peraltro pagate con i soldi degli italiani. "L'importante che i Cinque stelle si mettano d'accordo; qualche viceministro infatti dice sì e qualcuno dice no. Cosi' sull'autonomia e sui porti che qualcuno vuole chiusi e qualcuno aperti. Il Consiglio, avente poteri di indirizzo e controllo, è eletto a suffragio universale". "Non mi va giù". "Se le competenze e il personale - ha aggiunto - si ridistribuiscono in altri enti pubblici, i risparmi non ci sono". È vero, purtroppo, ma non si aiutano certo rimettendo in piedi un vecchio carrozzone e tirando fuori dal cilindro altri assessori, altri consiglieri, altri presidenti - gli ha risposto Di Maio -. "Ma per favore, non prendiamoci in giro!" aggiunge poi.

Conte, da Pechino, osserva con preoccupazione la litigiosità dei due soci di governo, consapevole che a breve un altro tornado è atteso a Palazzo Chigi: la decisione sul futuro politico di Armando Siri, il sottosegretario ai Trasporti indagato per corruzione. Me lo deve dire un giudice. Mi rifiuto di vivere in un paese con 60 milioni di presunti colpevoli. "Non capisco perche' Conte alluda a qualcosa di diverso". Non ce lo possiamo permettere. "Fortunatamente la magistratura è piena di gente equilibrata".