Libia, Conte: aiutiamo per pacificazione - Ultima Ora

Libia, Conte: aiutiamo per pacificazione - Ultima Ora

"Le conseguenze sono innanzitutto sulla sicurezza: è chiaro che la Libia nel caos significa anche un pericolo di infiltrazioni dalla frontiera con la Tunisia di gruppi qaedisti e in particolare di Ansar al-sharia". Mentre Roma diventa il centro nevralgico degli incontri con Tripoli, dove ha sede il governo onusiano guidato da Fayez Serraj, il vicepremier e bisministro grillino, Luigi Di Maio, vola negli Emirati Arabi uniti, che sono uno dei paesi che dà appoggio al piano ricco di ambizioni di Khalifa Haftar, generale freelance sta da quattro anni sta cercando di bloccare il percorso avviato dalla Nazioni Unite. Il bilancio dei morti è salito a 130. Due le zone conquistate per diverse ore: quella di Suani ben Adem, 25 km a sudovest di Tripoli, e quella di Aziziya, una trentina di chilometri più a sud, lungo la direttrice che conduce a Zintan e Gharyan. Risulta, afferma Aodi, che "negli ospedali manchi tutto". Poi ci sono i contraccolpi economici, per l'importanza che ha la Libia per l'Eni e per l'approvvigionamento energetico. In centinaia, migliaia secondo gli organizzatori, hanno gremito oggi piazza dei Martiri, scandendo slogan contro Haftar e innalzando cartelli contro Parigi: "Giù le mani dalle Libia", "La Francia sostiene Haftar", ha constatato l'ANSA sul posto. "I più fortunati riescono ad arrivare in un ospedale ma c'è anche chi, a causa delle ferite, non sopravvive perché nessun medico può raggiungerlo o non riesce a spostarsi".

Il vicepremier del Qatar, Mohammmed Bin Abdulrahman Al Thani sarà a Roma domani pomeriggio per un incontro bilaterale con il premier Giuseppe Conte, che propone per l'Italia "un ruolo di facilitatore" nel processo di stabilizzazione e pacificazione. Sabato, invece, indiscrezioni pubblicate dal quotidiano italiano Repubblica raccontano che poco prima che partisse l'offensiva dell'Esercito nazionale libico su Tripoli, emissari del generale sarebbero volati a Parigi per avere il placet dell'Eliseo sull'attacco. Questa circostanza è stata smentita dal portavoce del ministero degli Esteri francese, ma Italia e Svezia hanno presentato alcuni emendamenti, sostenute anche da Germania, Regno Unito e Olanda, che hanno prodotto un nuovo documento, approvato infine dai 28. Il premier, riferiscono fonti di Palazzo Chigi, ha sottolineato che il Gabinetto di crisi sarà attivo fino a quando la crisi libica non sarà rientrata.

"Ci sono 750 feriti, di cui 200 in gravi condizioni, sappiamo anche di 30 donne violentate, 6 sono morte".
Ha detto il presidente del Consiglio rispondendo a Bari a una domanda dei cronisti sulla eventuale emergenza profughi provenienti dalla Libia connessa alla chiusura dei porti.