La prima immagine reale del buco nero Messier 87 nella storia

La prima immagine reale del buco nero Messier 87 nella storia

Si tratta di un progetto che combina i dati raccolti da ben otto telescopi in modo da creare, come riferisce The Verge, "un telescopio virtuale" che ha prodotto un'immagine del buco nero situato al centro della galassia M87, che si trova a 53 milioni di anni luce dalla Terra, confermando così le previsioni fatte alla CNN dal professore della Cornell University Dong Lai. "Questo è quello che abbiamo fatto e l'ottimo raccordo tra teoria e osservazioni ci ha convinto che questo è un buco nero come predetto da Einstein", hanno detto gli scienziati coinvolti.

Sebbene sia uno dei luoghi più violenti dell'universo, gli scienziati credono che i radiotelescopi possano catturare l'orizzonte degli eventi e dare la possibilità di osservare ciò che lo circonda. Questo ha consentito di ricostruire le immagini in scala dell'orizzonte degli eventi del buco nero supermassiccio, lontano 55 milioni di anni luce dalla Terra, al centro della galassia ellittica Messier 87, una galassia massiccia che si trova nel vicino ammasso di galassie della Vergine.

L'atteso evento dell'ESO è in corso in questi minuti e, come ampiamente previsto, è stata pubblicata la prima fotografia in assoluto di un buco nero, catturata dall'Event Horizon Telescope.

A Bruxelles sono intervenuti il Consiglio Europeo della Ricerca (Erc) e il progetto Event Horizon Telescope (Eht), alla presenza del Commissario Europeo per la Ricerca, la Scienza e l'Innovazione Carlos Moedas; le altre cinque conferenze stampa sono state organizzate a Santiago del Cile, Shanghai, Tokyo, Taipei e Washington. Dal momento che l'orizzonte degli eventi assorbe tutta la luce, per definizione un orizzonte degli eventi non può essere visto direttamente. Si tratta quasi di una "sorpresa", dato che l'immagine attesa era quella di Sagittarius A*, il buco nero supermassiccio nel cuore della nostra galassia, la Via Lattea. L'immagine è, dunque, coerente con le previsioni dell'ombra di un cosiddetto buco nero di Kerr, ossia quel che resta di una stella massiva, in accordo con la Relatività Generale, e gli scienziati hanno potuto calcolare anche che il buco nero osservato ha una massa centrale di 6,5 miliardi di masse solari. Farne una foto è risultato -fino ad oggi- impossibile anche per la distanza che ci separa. Rappresenta inoltre "un bellissimo esempio di collaborazione e cooperazione internazionale". Da oggi questo album si arricchisce di un nuovo scatto. Il finanziamento principale è stato fornito dall'ERC, dalla NSF National Science Foundation degli Stati Uniti e da agenzie finanziatrici asiatiche.