Israele: Gantz, non mi tirerò indietro

Israele: Gantz, non mi tirerò indietro

Oggi in Israele ci sono le elezioni.

Secondo gli ultimi sondaggi, la maggior parte degli israeliani, tra il 52 e il 58%, sarebbero convinti che sarà di nuovo Bibi Netanyahu a guidare il governo. Per Gantz, "è una giornata di speranza, di unità del popolo. Guardo i cittadini di Israele e dico loro: il cambiamento è possibile". "Faccio appello a tutti, rispettiamo la democrazia e andiamo a votare".

A innescare la crisi che ha portato ad elezioni anticipate è stato, a metà novembre, l'annuncio delle dimissioni dell'allora ministro della Difesa Avigdor Lieberman. Sulla carta, sembrano le elezioni più complicate per il leader conservatore. Come annunciato alla vigilia, il voto si è trasformato in un testa a testa tra il primo ministro uscente e Benny Gantz, ex capo di Stato maggiore e leader del partito centrista Blu e Bianco.

Alle elezioni del 2015 il Likud aveva ottenuto il 23 per cento dei voti e 30 seggi, e anche per questo Netanyahu ha commentato i risultati parlando di una "magnifica vittoria". Lo riferiscono i media israeliani. L'altra tv commerciale, Canale 12, assegna un vantaggio a Gantz di quattro seggi (37 a 33), mentre la tivù pubblica dà un vantaggio a Blu-Bianco di un solo seggio (37 a 36). La madre si è trasferita a Israele dopo essere stata rinchiusa per anni nel campo di concentramento a Bergen-Belsen e ha avuto un'influenza enorme sul figlio. Il suo ufficio ha condannato l'episodio richiamando l'attenzione di forse dell'ordine e operatori nei seggi di non permettere a nessuno di scattare fotografie o usare cellulari se non dietro precisa autorizzazione. Il dato rischia di segnare uno dei punti più bassi della partecipazione araba al voto e potrebbe danneggiare soprattutto il partito di Gantz. La sua coalizione di destra ha ottenuto 65 dei 120 seggi disponibili alla Knesset, garantendosi così la maggioranza al governo. "Netanyahu lavora per aumentare gli insediamenti e Benny Gantz non ha una visione reale per far terminare l'occupazione israeliana e i suoi stessi insediamenti", afferma l'analista politico Mokhemar Abu Seeda.