Indagato per corruzione senatore della Lega

Indagato per corruzione senatore della Lega

Non lo ha mai fatto perché siamo immediatamente intervenuti noi con i nostri anticorpi. - Non so se Salvini sia d'accordo con questa mia linea intransigente, ma è mio dovere tutelare il governo e l'integrità delle istituzioni. E annuncia: "Chiederò di essere sentito, devo leggere queste carte e chiamare un avvocato". Ma di energia e di eolico - sottolineano dal suo staff, commentando a caldo quanto emerge dall'inchiesta di Palermo - "non si è mai occupato".

Giovanni Toti: "Mi ha colpito la concezione del diritto penale del signor Luigi Di Maio che ha auspicato che il sottosegretario Armando Siri sappia provare la sua innocenza. Gli auguro di risultare innocente e siamo pronti a riaccoglierlo nel governo quando la sua posizione sarà chiarita" ha detto il vice premier Di Maio. "Non so proprio di cosa si tratti", dice. "La questione è morale e politica".

Siri non si tocca, taglia corto il capo della Lega. "Lo conosco, lo stimo, non ho dubbio alcuno, peraltro stiamo parlando di qualcosa che non è finito neanche nel Def".

E alla domanda "Quindi conferma la fiducia?", il leader leghista avrebbe risposto con un deciso "Assolutamente sì!". È la prima reazione del sottosegretario Siri alla notizia che è indagato per corruzione dalla procura di Roma nell'ambito di un'inchiesta nata a Palermo. A seguito della comunicazione dei pm di Palermo, i procuratori aggiunti di Palermo e Roma, Paolo Guido e Paolo Ielo, hanno disposto questa mattina diverse perquisizioni per l'acquisizione di atti e documenti riguardanti appalti per impianti energetici. Ad appena un anno dalla presa del potere, Di Maio e Salvini dovrebbero cominciare a chiedersi quanto potrà durare la loro luna di miele con l'opinione pubblica: sempre che M5S e Lega non pensino di costringerla a breve a un nuovo bagno elettorale, dopo avere portato o comunque lasciato l'Italia alla deriva. A condurre l'inchiesta, il pm romano Mario Palazzi e il collega palermitano Gianluca De Leo.

La norma non fu poi approvata a causa, scrivono i giornali di oggi, del parere contrario di altri membri del governo.

Armando Siri e l'imprenditore Paolo Arata, socio in affari di Vito Nicastri, il "re dell'eolico" arrestato a Palermo con l'accusa di aver finanziato la latitanza del boss Matteo Messina Denaro hanno un rapporto di amicizia consolidato. Per i magistrati, però, Siri non sarebbe stato a conoscenza dei legami tra l'imprenditore mafioso e l'ex parlamentare.

Nicastri, dai domiciliari, violando le prescrizioni dei giudici, avrebbe continuato a comunicare con l'esterno e fare affari. La Lega manda avanti Giulia Bongiorno che replica ai Cinque Stelle, prima di far scendere in campo Salvini che blinda Siri.

Una azione, per i magistrati della Capitale, messa in atto "tra l'altro proponendo e concordando con gli organi apicali dei ministeri competenti per materia (Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, Ministero dello Sviluppo economico, Ministero dell'Ambiente) l'inserimento in provvedimenti normativi di competenza governativa di rango regolamentare (Decreto interministeriale in materia di incentivazione dell'energia elettrica da fonte rinnovabile) e di iniziativa governativa di rango legislativo (Legge Mille proroghe, Legge di Stabilità, Legge di Semplificazione) ovvero proponendo emendamenti contenenti disposizioni in materia di incentivi per il cosiddetto 'mini-eolico".