Guerra in Libia: diplomazie e governo italiano al lavoro

Guerra in Libia: diplomazie e governo italiano al lavoro

Lo sostiene il premier libico Fayez al-Sarraj, in un'intervista all'inviato del Corriere della Sera a Tripoli, pubblicata sul sito del quotidiano. Stessi concetti ribaditi al Corriere della Sera, secondo cui Sarraj denuncia che il peggioramento della situazione in Libia potrebbe portare 800mila migranti e cittadini libici a partire in direzione delle coste europee e, di conseguenza, dell'Italia.

Ma la posta in gioco è molto alta - il 70 per cento del petrolio italiano arriva grazie alle concessioni dell'Eni in Libia - e, nel dibattito interno l'attenzione si catalizza sul rischio che riparta il flusso dei migranti. Sarraj ringrazia inoltre l'Italia per la sua mediazione e per il suo sostegno per la pace in Libia.

"Siamo in grado in difendere Tripoli e siamo determinati a farlo, e rispediremo le milizie di Haftar da dove sono venute", ha detto il vicepresidente del consiglio presidenziale libico Ahmed Maitig in un incontro alla stampa estera a Roma. Lo riferiscono le autorità del municipio e numerosi residenti. La risposta non si è fatta attendere con il lancio di cinque missili Grad sul quartiere di Abu Slim: un missile ha centrato un'abitazione, causando almeno tre feriti. "Non è il momento di dividerci ma occorre lavorare concretamente" per arrivare a un cessate il fuoco in Libia.

L'Onu contro Haftar: "Il suo è un golpe".

Dall'inizio dell'offensiva di Haftar, lanciata il 4 aprile scorso, il bilancio - provvisorio - è di 147 morti e oltre 600 feriti. Le nostre forze armate e la nostra popolazione si stanno difendendo. La compagnia, composta da una trentina di militari, si è consegnata uomini e mezzi - tra i quali diversi pick-up e blindati - alla brigata 166 di Misurata, attiva nell'area.

"Stiamo sempre seguendo l'evoluzione in Libia, oggi è una giornata molto impegnativa, siamo preoccupati, dobbiamo assolutamente scongiurare che possa proseguire questo conflitto armato - ha detto il preidente del Consiglio, Giuseppe Conte - Abbiamo una precisa strategia, vogliamo una soluzione politica, farò di tutto perché tutti gli attori libici, ivi compresi gli esponenti della comunità internazionale, lavorino con noi per una soluzione pacifica".