FCA: patteggiamento da 110 milioni con investitori Usa

FCA: patteggiamento da 110 milioni con investitori Usa

Fiat Chrysler ha accettato di pagare 110 milioni per risolvere la causa secondo cui la società italo americana avrebbe ingannato gli azionisti in merito alle emissioni diesel e alla mancata conformità alle normative statunitensi, secondo una richiesta di deposito giudiziario.

La notizia riportata dall'agenzia Bloomberg sottolinea che le accuse mosse contro FCA affermavano che il colosso italo-americano aveva intenzionalmente mentito in relazione al rispetto delle regole americane sulla sicurezza e di aver fatto perdere valore alle azioni quando era emerso che non aveva gestito i richiami in maniera sufficientemente adeguata. Dal canto Suo, Fiat-Chrysler continua a respingere vigorosamente al mittente le accuse di eventuali illeciti, affermando che il costo del patteggiamento sarà coperto interamente dall'assicurazione.

Fiat Chrysler ha il diritto di recedere dal regolamento se gli investitori che detengono più di una determinata percentuale di azioni si rifiutano. Nel 2015 aveva patteggiato per 105 milioni di dollari con la National Highway Traffic Safety Administration per non aver completato in modo adeguato 23 richiami e aveva accettato di riacquistare centinaia di migliaia di veicoli.

L'accordo, che dovrà passare al vaglio di un giudice federale, chiude la questione relativa il calo delle azioni FCA innescato dall'ammissione della casa di non aver condotto in maniera corretta alcuni richiami.

Il patteggiamento con gli azionisti usa segue quello raggiunto da Fca con le autorità federali e statali degli Stati Uniti e, anche l'intesa con i consumatori che avevano messo in piedi una class action.