Caso Siri, Conte "tra due fuochi" ma ormai le dimissioni sembrano inevitabili

Caso Siri, Conte

Sull'esecutivo Conte ha puntualizzato: "Si possono avere vari giudizi di questo governo, ma non ci sarebbe stato il 4 marzo se non ci fosse stata una frattura tra le élite politiche e il popolo, se i cittadini non avessero perso la fiducia verso le istituzioni". "Datemi il tempo di riorganizzare l'agenda per la fase di rientro", dice ancora. "Domani confido di poter vedere Siri - ha detto ai giornalisti Conte, che nei giorni scorsi aveva avocato a sé la decisione - non ho ancora fissato l'incontro ma sicuramente domani sarà il primo giorno utile per poterlo vedere".

È giallo sull'incontro previsto per la prossima settimana tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il sottosegretario leghista Armando Siri, indagato per corruzione. Quel giornale citato dal leader della Lega è La Verità, che ieri ha aperto un fronte "complotto mediatico" sulla inchiesta titolando la sua prima pagina con un netto "Falsa l'intercettazione contro Siri", affermazione che sembra attribuita agli stessi inquirenti. Non funziona così. Certo che Conte dovrebbe spingerlo alle dimissioni. "E lo farà, ne sono sicuro". Quanto al premier Conte, "faceva l'avvocato, non il giudice". Il problema nasce quando qualcuno si muove in autonomia, come se governasse da solo. Il M5s ha bisogno di una "vittoria" simbolica chiara, senza ombre, per dimostrare soprattutto al suo elettorato e a coloro che negli scorsi mesi si sono allontananti dal M5s che non c'è nessuna subordinazione al Carroccio. "Io ho fatto l'avvocato - ha insistito Conte - non ho mai fatto il giudice, certo non lo sono adesso". Infine un piccolo fuoriprogramma per il premier, che nel Museo ha voluto ammirare anche una mostra di antichi reperti cinesi, con bronzi di epoca shang e xia, intitolata 'Esposizione permanente dell'antica storia della Cina'. "Siri? Non commento quello che decideranno altri - ha risposto il segretario della lega a i cronisti che lo interrogavano tra un comizio e l'altro, in Sicilia, in vista della amministrative di domenica -".

La Lega deve chiarire il ruolo di Arata - afferma Di Maio - visto che il figlio è stato assunto da Giorgetti. "Come fa Salvini a dire di non conoscere bene Arata, se lo ha proposto ai vertici di Arera, ha condiviso foto di Arata sui social, lo ha invitato in un convegno della Lega?". "Quante volte lo ha incontrato?".