Amazon si arrende: a giugno chiude ai venditori cinesi

Amazon si arrende: a giugno chiude ai venditori cinesi

Le altre piattaforme, offrendo fondamentalmente gli stessi prodotti ma a prezzi ancora più competitivi, hanno spinto Amazon a ritirarsi da un mercato incredibilmente prolifico e ricchissimo di clienti come quello cinese.

Amazon chiuderà lo store online in Cina: cosa cambierà da luglio? Giovedì, la società di ecommerce con base a Seattle ha annunciato che chiuderà il suo mercato su Amazon.cn, che collega i compratori ei venditori cinesi della Cina continentale, mentre altre unità della sua impresa locale rimarranno intatte.

L'azienda di Jeff Bezos è entrata in Cina nel 2004 e da allora ha investito molto nella creazione di depositi, data center e programmi volti a formare i venditori cinesi, insegnando loro a vendere ai clienti Amazon. Ha lanciato il suo programma di adesione Prime in Cina nel 2016 con la speranza di attirare i clienti con promesse di beni occidentali di alta qualità e vantaggi come le consegne internazionali gratuite.

"C'è troppa competizione "domestica" e ad Amazon manca il tipo di brand awareness che hanno Tmall [del gruppo Alibaba] e Jd.com", come ha affermato Ben Cavender, analista presso il China Market Research Group, in un articolo della CNN.

Anche altri operatori di ecommerce globale hanno gli occhi puntati sull'enorme quantità di merci che escono dalla Cina, anche se ognuna ha una diversa focalizzazione geografica.

È solo una piccola battuta d'arresto da parte di Amazon o un primo campanello di allarme?

"Stiamo lavorando a stretto contatto con i nostri venditori per garantire una transizione graduale e continuare a offrire la migliore esperienza possibile al cliente", ha dichiarato a TechCrunch un portavoce di Amazon, aggiungendo che questo segmento dell'attività terminerà il 18 luglio. La chiusura di Amazon Cina non intaccherà i servizi Amazon Global Store, Global Selling, AWS, Kindle e tutti i contenuti online.

La ritirata di Amazon, però, potrebbe essere in parte strategica, dato che la riduzione dell'investimento in Cina potrebbe consentire all'azienda di espandersi in un mercato dove la probabilità di diventare leader nel settore è maggiore, ossia l'India, come riferito da Bloomberg.