Un secondo paziente guarisce dal virus dell'Aids

Un secondo paziente guarisce dal virus dell'Aids

Il primo tentativo di questo tipo fu effettuato un paziente di Berlino circa dieci anni fa, ma allora la terapia si era rivelata così aggressiva da costringere a sospendere la sperimentazione.

I ricercatori sottolineano che i risultati dell'indagine sono ancora lontani dalla conclusione, ma parlano esplicitamente di un importante passo avanti. E in entrambi i casi i trapianti erano destinati a trattare il cancro (il paziente di Londra era affetto il Linfoma di Hodking) e non l'hiv. La proteina CCR5 è il più noto recettore del virus Hiv-1 (più diffuso rispetto all'Hiv-2): le persone con due copie mutate dell'allele CCR5 (con il termine "allele" si definiscono gli stati alternativi di un gene che possono occupare la stessa posizione su cromosomi omologhi e che controllano variazioni dello stesso carattere) sono resistenti al virus Hiv-1.

Sebbene il paziente sia rimasto finora in remissione per 18 mesi, i ricercatori britannici guidati da Ravindra Gupta, virologo all'University College London, avvertono che è ancora troppo presto per dire che è "guarito" dall' Hiv.

Dopo il trapianto di midollo osseo, il paziente di Londra ha continuato la terapia antiretrovirale per 16 mesi, poi è stata interrotta. Nel paziente di Londra il trapianto, seppure non particolarmente difficile, ha comportato alcuni effetti collaterali, in particolare la cosiddetta graft-versus-host disease (malattia del trapianto contro l'ospite), in cui le cellule del sistema immunitario del donatore attaccano quelle del ricevente. Fu sottoposto a un trattamento simile a quello del "paziente di Londra" nel 2007, in Germania. E sostituire le cellule del sistema immunitario con altre prive del recettore CCR5 potrebbe essere la chiave per evitare il ritorno del virus Hiv dopo la fine dei trattamenti. Controlli regolari hanno mostrato, da un anno e mezzo a oggi (35 mesi dopo il trapianto), che la carica virale non è rilevabile dai test e che le cellule immunitarie del paziente continuano a non esprimere il recettore CCR5.

Per precauzione contro X4, il paziente di Berlino sta assumendo una pillola giornaliera per prevenire l'infezione. Oltre alle terapie attuali, che di per sé sono già molto efficaci, la strada della modifica genetica resta comunque molto interessante e si presta a ulteriori studi: bisognerà capire se e come è possibile ingegnerizzare le cellule del paziente in modo globale senza passare per il trapianto di midollo, obiettivo che fino a oggi le tecniche di terapia genica sperimentate non sono riuscite a raggiungere. "Ho aspettato compagnia per molto tempo".