Teleborsa. economia. Palazzo Chigi frena sulla mini-TAV: "Nessuna apertura di Conte".

Teleborsa. economia. Palazzo Chigi frena sulla mini-TAV:

"Nonostante i punti di partenza chiariremo tutto e troveremo una soluzione". "La Tav può anche servire - ha aggiunto l'esponente grillino - sono felice se dopo il 2070 serve, ma io sono il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti e mi sento responsabile se domani crolla un altro ponte e muore qualcuno, anche se giuridicamente non lo sono, perché avrei potuto impiegare le risorse della Tav per fare manutenzione a quella infrastruttura". In mattinata il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dovuto licenziare una nota ufficiale per smentire i retroscena raccontati da diversi quotidiani secondo i quali lo stesso Conte avrebbe avocato a sè il dossier sulla Torino-Lione per preparare un compromesso che sarebbe andato bene sia alla Lega che ai Cinquestelle. "Oggi vedrò Toninelli per i cantieri e per tante altre cose prima del cdm", ha detto Conte. "Il 3 febbraio (1 mese fa) Di Maio aveva definito la minitav una super cazzola". E ancora, per la sua analisi costi benefici, che come abbiamo sempre detto è inaffidabile e ha fatto perdere tempo e credibilità al Paese. Ma nel Movimento 5 Stelle sulla Tav c'è chi, come il senatore grillino Alberto Airola, non ha intenzione di cambiare idea e avverte: "Non ci sono spazi di contrattazione". Per Le Maire la Tav è un progetto "simbolico perché rappresenta il desiderio di avvicinare i nostri territori. Nulla di più assurdo e falso". "Il Pd anche in Senato presenterà una mozione di sfiducia contro di lui". "Ma la capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera Raffaella Paita ha annunciato la presentazione di una mozione di sfiducia per Toninelli che ha bloccato i cantieri in tutta Italia, ha preso in giro gli italiani e per essere stato di fatto commissariato".

I cosiddetti suonatori si erano accordati su un pentagramma su cui era scritto, inizialmente: "Con riguardo alla Linea ad Alta Velocità Torino-Lione, nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia, ci impegniamo a sospendere i lavori esecutivi e ridiscuterne integralmente il progetto" e nella versione definitiva: c'è la volontà di ridiscutere "integralmente" il progetto.

Dovrebbe dimettersi per questa ragione? La divisione tra la base grillina e i referenti di governo, il tira e molla con la Lega, i bandi delle gare d'appalto che stanno per scadere e la pressione delle forze produttive del Paese. Sembrava fantapolitica soltanto qualche settimana fa. Proprio la sindaca però, per ora, non ha confermato la presenza, né di avere appuntamenti con Grillo per la giornata, anche questo forse un segnale sulle posizioni interne al Movimento.

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