Tav, Conte: forti dubbi su convenienza dell’opera, escludo crisi di governo

Tav, Conte: forti dubbi su convenienza dell’opera, escludo crisi di governo

"Non mi sono mai dichiarato apertamente favorevole o contrario alla Tav" ha detto il premier Giuseppe Conte durante la conferenza stampa a Palazzo Chigi sul progetto dell'alta velocità Torino Lione.

"Non possiamo chiederlo ora perché significherebbe essere per il Sì alla Tav ed eventualmente chiedere di scontare il prezzo, quindi parliamo già di una fase successiva alla scelta", ha poi chiarito Conte rispondendo a chi gli chiede dell'ipotesi di chiedere un aumento di fondi all'Ue per la costruzione dell'opera.

Via libera nel frattempo stamani al Senato alla mozione presentata da M5S e Lega che "impegna il Governo a ridiscutere integralmente il progetto della linea Torino-Lione, nell'applicazione dell'accordo tra Italia e Francia". Ecco, se i dubbi da qui a breve dovessero far pendere il capo del governo verso il "no" finale alla Tav (invocato dall'ala grillina), Salvini e la Lega si sfileranno, in pieno dissenso. "In ordine all'analisi costi-benefici, se ci sono rilievi" da parte dei partner, "ci piacerà instaurare un contradditorio, e crediamo questo sia il modo più trasparente di procedere sia al nostro interno che con i partner". Per adesso è dato sapere che i due si siano incrociati in cortile mentre il presidente del Consiglio si recava alla Camera, e il rappresentante francese stava per vedere il consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, l'ambasciatore Pietro Benassi. In vista dell'assemblea dei gruppi resta però fermo il "no" alla Tav. La mozione è stata approvata con 139 voti a favore e 105 contro e nessuna astensione. La riunione, inizialmente convocata alle 20.30, dovrebbe iniziare alle 19.30.

"Quello che ci interessa è prendere la decisione migliore e tutelare l'interesse nazionale", dice il vicepremier, ripetendo la frase mantra dei 5 Stelle in questi giorni, alla ricerca di una soluzione che permetta di non cedere su uno dei loro cavalli di battaglia, tema su cui i loro elettori potrebbero non perdonare una marcia indietro.

Chiamparino. "Da Palazzo Chigi emerge chiaramente che il governo Conte-Salvini-Di Maio è alla disperata ricerca di pretesti per uscire dalla paralisi in cui si è cacciato sulla TAV e continuare l'insopportabile manfrina". La Lega replica che non si può "tradire lo spirito iniziale": la Tav deve essere Tav. E sottolinea che i bandi "vanno fatti, altrimenti rischiamo di perdere 300 milioni".

"A distanza di vari anni dalle analisi effettuate in precedenza e, in particolare, alla luce delle più recenti stime dei volumi di traffico su rotaia e del cambio modale che ne può derivare, sono emerse criticità che impongono una interlocuzione con gli altri soggetti partecipi del progetto, al fine di verificare la perdurante convenienza dell'opera". "La mobilitazione coinvolgerà tutte le componenti - imprese manifatturiere e dei servizi, trasporto, commercio, edili, agricole, e i lavoratori - sulla base delle possibilità di ogni associazione e categoria produttiva".