Strage di cavallucci marini in Puglia, scoperto traffico da Taranto alla Cina

Strage di cavallucci marini in Puglia, scoperto traffico da Taranto alla Cina

Non solo i cavallucci marini, ma anche le oloturie, note come cetrioli di mare, sono oggetto di "un vero e proprio mercato illegale che procaccia la clientela sulla nota app di messaggeria istantanea WeChat (Weixin)", la più diffusa in Cina, racconta Manna. Anche i cavallucci marini, già protetti dalla CITES (Convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione), dalla Convenzione di Berna e dalla Convenzione di Barcellona, svolgono una funzione fondamentale per l'ecosistema. Nonostante il divieto, però, "è stato denunciato un illecito China Export di oloturie e cavallucci marini che parte dai mari di Taranto". Un vero e proprio ecoreato. Un giro d'affari suffragato dalla complicità di pescatori locali che venderebbero il prodotto ad un intermediario intascando centinaia di euro. Il controllo, esteso anche al natante di appoggio del pescatore sportivo, permise poi di scoprire oltre mezzo quintale della specie protetta, sicuramente destinata all'estero.

L'ecosistema del mar Piccolo e nel mar Grande di Taranto potrebbe essere a rischio. La denuncia arriva da un ambientalista, Luciano Manna, che tramite il sito VeraLeaks segnala il mercato nero di questi piccoli animali marini, pescati nel Mar Jonio, sulla costa tarantina: venduti a pochi euro ai commercianti asiatici vengono poi rivenduti a prezzi altissimi alla fine della filiera. Un lavoro durato un anno, unico nella sua dimensione numerica, premiato dall'Accademia dei Lincei e accompagnato da una serie di accorgimenti: espianto e riallocazione in una stessa giornata per evitare alle specie stress di ogni tipo, temperatura dell'acqua non superiore ai 27 gradi, uso di vasche forate per il trasferimento, immerse in altre vasche con acqua di mare e provviste di pompe per il ricambio idrico costante, collarini di colore diverso per i cavallucci marini (solubili dopo un breve periodo di contatto con l'acqua di mare) per individuarne la tipologia.