Scala: un'Accademia a Riad, è ancora polemica

Scala: un'Accademia a Riad, è ancora polemica

Le polemice sull'ingresso dei sauditi nel cda della Fondazione Teatro alla Scala (a fronte di una donazione di 15 milioni di euro in cinque anni), ingresso andato poi in fumo, non hanno fatto saltare il progetto parallelo, grazie a cui la Scala aprirà un conservatorio musicale per 600 bambini a Riad, capitalie dello Stato saudita. Ieri il cda dell'Accademia, presieduto dal sovrintendente Pereira, ha infatti approvato "all'unanimità il progetto di start up". Il sindaco Giuseppe Sala, che è presidente del teatro, non aveva però chiuso la porta a collaborazioni con i sauditi. Probabilmente l'Accademia e il Teatro "si sono gia' parlati ed erano d'accordo, non lo so quali sono gli accordi presi tra di loro", ha aggiunto Fontana. A suo dire, "esportare le nostre eccellenze e' un valore aggiunto, sia dal punto di vista culturale sia da quello economico". Allargare il piacere delle musica e' un dovere che abbiamo. "E' una visione totalmente diversa rispetto all'ingresso nel Cda, su cui invece avevamo forti dubbi".

Perplesso il presidente della Lombardia Attilio Fontana. Secondo il governatore sulla questione "sarà il cda dell'Accademia che dovrà dare qualche spiegazione al cda della Scala. Eh sì, perché la cosa straordinaria in questa faccenda è che il rappresentante della Regione in quel cda (Paola Ghiringhelli) ha votato a favore dell'iniziativa", ha sottolineato il numero uno di Palazzo Marino. "E' un progetto che dovrebbe durare dai 2 ai 3 anni, con una prima fase di un anno, in cui ci sara' un investimento importante" in termini soprattutto umani: "Ci saranno docenti della Scala, che andranno a lavorare a Riad per un certo periodo di tempo".

Non si tratta del primo progetto di questo genere che vede impegnata nel mondo l'Accademia scaligera: interventi simili sono già stati realizzati dal dipartimento di cooperazione culturale dell'Accademia in Romania, Colombia, Brasile, Serbia, Kazakistan, Cile e Uruguay.