Salvini: "E’ la nave dei centri sociali, favorisce l’immigrazione clandestina"

Salvini:

La tesi di Salvini è che questa "non è stata un'operazione di salvataggio" ma "un'opera di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina", e molti fatti indicherebbero che c'è da "un'organizzazione che gestisce aiuta e supporta i traffico di esseri umani. Ora vado a casa e studio cosa dirò in Aula domani".

"I porti erano e rimangono chiusi", ha scritto su twitter il ministro dell'interno Matteo Salvini. "Conto che questo accada", ha dichiarato Matteo Salvini facendo riferimento al fatto che il capitano della Mare Jonio ha ignorato il blocco intimato dalle autorità italiane. "La nave ha ignorato le indicazioni dei libici e scelto di navigare verso l'Italia, disobbedendo alla richiesta di non entrare nelle acque italiane".

Secondo quanto riferito da un giornalista di Repubblica, che si trova a bordo della nave di Mediterranea, la Guardia di Finanza avrebbe vietato via radio l'ingresso nelle acque territoriali, anche sulla base di una direttiva del Viminale. - Il sindaco di Lampedusa, Totò Martello, dal canto suo ha sempre ribadito che "il porto di Lampedusa è aperto, non c'è alcun dispositivo". Questa ong, "da quello che sembra, ancora una volta non ha rispettato le regole".

Poi l'affondo del ministro: "Questa è la nave dei centri sociali, perché a nome della nave sta parlando Luca Casarini (a bordo in qualità di capo missione, ndr): vedete i precedenti penali del signore che era noto per essere leader dei centri sociali del Nord Est, con precedenti penali vari". Insomma, questo governo sfrutta le pene e i dolori dei pochi migranti che vengono salvati dalle Ong per la propria propaganda anti-Europea. La Procura di Agrigento ha disposto lo sbarco dei migranti a bordo della Mar Jonio e, contestualmente, il sequestro probatorio della nave di Mediterrenea da parte della Guardia di Finanza. "Se lo fanno, magari dirigendosi in Italia, rendono evidentemente che non sono interessate al salvataggio ma hanno l'obiettivo di portare migranti in Italia", riferiscono le stesse fonti mentre la direttiva è in gestazione. Qualunque pescatore, come il comandante della nave Pietro Marrone, sa che il salvataggio in mare non è una concessione, ma un diritto inalienabile dell'uomo e non si può rispondere in modo politico a una enorme questione umanitaria che interroga profondamente il nostro modello di sviluppo e la nostra cultura. Una pattuglia portatasi nell'area dove era stato segnalato il gommone "ha scoperto che una ong non aveva preso contatto" con la Guardia costiera libica, ha detto il portavoce in dichiarazioni all'ANSA. Bagarre anche alla Camera, dove tutti i gruppi parlamentari hanno chiesto al premier Giuseppe Conte, atteso per riferire sul Consiglio Europeo, di fare chiarezza sulla posizione del governo: il presidente del consiglio si è limitato a ricordare che "può piacere o non piacere, ma abbiamo una politica migratoria strutturata e multilivello più volte esplicitata anche in Europa, e ci stiamo battendo perché la regolazione dei flussi migratori sia affrontata in maniera strutturale: pregherei tutti di non strumentalizzare il singolo caso. fino a quando non avremo un approccio europeo di condivisione, noi ci riterremo insoddisfatti". La direttiva ( già annunciata subito dopo l'ultimo braccio di ferro con la Sea Watch) dovrebbe inibire l'accesso alle acque italiane a tutte le navi umanitarie che soccorrono i migranti non osservando le procedure stabilite.