Roma, Baldissoni: "Stadio diritto acquisito, va fatto subito"

Roma, Baldissoni:

Di cui fa parte anche Francesca De Vito, sorella di Marcello.

"Quanto emerge in queste ore, oltre ad essere grave è vergognoso, moralmente basso e rappresenta un insulto a ogni portavoce del Movimento nelle istituzioni, ad ogni attivista che si fa il mazzo ogni giorno per questo progetto", continua il ministro.

RAGGI - Sulla vicenda è intervenuta anche la Sindaca di Roma Virginia Raggi. Quello che ha affrontato in questo progetto è andato al di fuori delle sue abitudini e noi dovremo ringraziarlo come cittadini romani e italiani perché Pallotta e gli altri investitori hanno dimostrato di crederci e dobbiamo tutti sentire la responsabilità di questo progetto importante.

De Vito, eletto con il Movimento 5 Stelle, secondo l'accusa avrebbe ricevuto tangenti dall'imprenditore Luca Parnasi, proprietario dei terreni di Tor di Valle (periferia sud-ovest della capitale) su cui dovrebbe sorgere il nuovo stadio della Roma, in cambio della promessa di agevolarne la costruzione, e anche da altri imprenditori per altre opere della città. Secondo quanto ricostruito dal gip, i due, dopo l'arresto di Parnasi e dopo la bufera per l'inchiesta sullo stadio della Roma, cercavano di "tenere nascosto il loro rapporto" e si incontravano con "modalità assolutamente clandestine".

Il quadro si è sviluppato in seguito all'inchiesta che ha portato all'arresto del costruttore capitolino Luca Parnasi e dell'ex presidente di Acea Luca Lanzalone.

C'è il timore che si possa fermare? E' il legale, considerato dagli inquirenti molto legato al presidente dell'Assemblea capitolina, a parlare. I due - si legge nell'ordinanza del gip Maria Paola Tomaselli - "discutono dell'attuale congiuntura politica favorevole per massimizzare i loro profitti illeciti e si esprimono in termini assolutamente espliciti.

Mi assumo io la responsabilità di questa decisione, come capo politico, e l'ho già comunicata ai probiviri", ha fatto sapere Luigi Di Maio con un post su Facebook. In un altro pezzetto dell'intercettazione incriminata De Vito dice: "Va beh ma distribuiamoceli questi". E Mezzacapo risponde: "Ma adesso non mi far toccare niente, lasciali lì". Non siamo preoccupati di alcun ritardo, non ci sono motivi.

Al centro di tutto, sottolineano i pm, ci sarebbe il sistema corruttivo, vero e proprio format messo in piedi da De Vito e Mezzacapo per trarre il massimo profitto dalla posizione ottenuta in seguito alla vittoria del Movimento Cinque Stelle alle elezioni capitoline.

Marcello De Vito non è un "grillino" qualunque. Il secondo, modificato e approvato di nuovo sotto la giunta Raggi.

Nella stessa conversazione viene spiegato come il prezzo delle corruzioni sia dai due (De Vito - Mezzacapo) custodito per poi essere diviso. Avvocato dalla stazza imponente, tanto da valergli il soprannome di Marcellone, De Vito, 45 anni, è stato candidato sindaco nel 2013. Sconfitto da Marino ha fatto parte dei "fantastici quattro" pentastellati all'opposizione, ricoprendo anche il ruolo di capogruppo.