Pigmenti per tatuaggi ritirati: sono cancerogeni

Pigmenti per tatuaggi ritirati: sono cancerogeni

Nove pigmenti per tatuaggi devono essere ritirati dal mercato perché contenenti sostanze cancerogene o provocanti allergie. Le sostanze trovate nei pigmenti vanno dalle ammine aromatiche, come toluidina e anisidina, agli idrocarburi policiclici aromatici, altre sostanze inserite da tempo tra i cancerogeni. Secondo quanto emerso da analisi approfondite, i pigmenti potrebbero contenere sostanze cancerogene, pericolose per la cute umana. "Gli articoli - si legge - sono stati a divieto di commercializzazione, ritiro e richiamo". Mediamente il primo tatuaggio viene effettuato a 25 anni, sebbene la fascia d'età più coinvolta sia tra i 35 e i 44 anni. Il 76.1% dei tatuati si è rivolto ad un centro specializzato di tatuaggi e il 9,1% ad un centro estetico, ma ben il 13,4% lo ha fatto al di fuori dei centri autorizzati.

Questa ricerca ha portato alla luce anche gli effetti collaterali che alcuni clienti (3,3%) hanno avuto ma gli esperti non considerano attendibile questa ultima percentuale. Lo afferma in una nota il Laboratorio cantonale. "Sul nostro territorio sono presenti attualmente circa 40 studi". Per questo motivo si è ritenuto corretto togliere dal mercato questi prodotti in attesa di un ulteriore controllo per verificare se i primi risultati possono essere ritenuti attendibili. I certificati di conformità (alla risoluzione europea) erano disponibili in parte negli studi oppure scaricabili dai siti online del rispettivo rivenditore del colore.

I metalli presi in considerazione e rilevati nella composizione degli inchiostri sono il nichel, il mercurio, il cobalto, il cromo e il cadmio, con focus sul nichel e sul cobalto, che sono i metalli che con più frequenza provocano problemi a livello dermatologico, con l'insorgenza di dermatite infiammatoria mentre mercurio e cadmio danno reazione di tipo tossico quindi i rischi più gravi sono quelli di reazioni allergiche o shock anafilattico.