Più paradisi fiscali, l'UE pronta ad allungare la blacklist

Più paradisi fiscali, l'UE pronta ad allungare la blacklist

Il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, rispondendo ai giornalisti al suo arrivo alla riunione dell'Ecofin, stamattina a Bruxelles, ha spiegato perché l'Italia, insieme all'Estonia, è contraria all'inserimento degli Emirati Arabi Uniti nella "lista nera" dell'Ue comprendente le cosiddette "giurisdizioni non cooperative", ovvero i paradisi fiscali nei paesi terzi. Mentre, ha concluso Moscovici, "i paesi che non hanno rispettato gli impegni sono stati inseriti nella lista nera e dovranno affrontare le conseguenze che ciò comporta". "I lavori per una tassazione delle imprese digitali proseguiranno quindi a livello Ocse".

La reazione più dura è stata quella dell'organismo anti-povertà Oxfam, che ha sostenuto che "i governi Ue hanno lasciato fuori paradisi fiscali tra i peggiori del mondo e messo a rischio la credibilità dell'intero processo della lista nera". Nella lista si aggiungono ai cinque territori che non avevano preso alcun impegno dopo la prima black list del 2017 (Samoa Americane, Guam, Samoa, Trinidad e Tobago, Isole Vergini Usa) altri 10 Paesi: Aruba, Barbados, Belize, Bermuda, isole Fiji, isole Marshall, Oman, Emirati Arabi Uniti, Vanuatu e Dominica. Il vicepresidente lettone della Commissione europea Valdis Dombrovskis, che ha proposto le inclusioni e le esclusioni poi decise dai ministri dell'Ecofin, ha replicato garantendo l'applicazione obiettiva di specifici "criteri" per stabilire chi dovesse finire nell'elenco delle giurisdizioni fiscali non collaborative e non trasparenti.

I dubbi e le polemiche, che hanno accompagnato questa iniziativa dell'Ue senza sanzioni e orientata a fare solo pressione politica sui paradisi fiscali messi nel mirino da Bruxelles, non si sono però ridotti.

La nuova lista di paradisi fiscali ha provocato le reazioni negative di molti, a causa dell'assenza di alcuni paesi frequentemente considerati paradisi fiscali.

Tuttavia sembra che l'Italia si sia pronunciata affinché gli Emirati Arabi non venissero inclusi in quanto manifestavano la trasparenza fiscale.