Pensioni, ricalcolo da aprile

Pensioni, ricalcolo da aprile

La misura, inserita dal governo nella legge di Bilancio, ha decorrenza 1° gennaio 2019 ma l'Inps non ha fatto in tempo ad applicare il provvedimento sin da subito perché il via libera definitivo alla legge di Bilancio è arrivato quasi fuori tempo massimo a causa delle frizioni all'interno della maggioranza. "Dal ricalcolo l'importo lordo complessivo dei trattamenti pensionistici, dovuto da gennaio 2019, risulta inferiore a quello già calcolato sulla base dei criteri previgenti alla riforma".Senza interventi, quest'anno sarebbe tornata in vigore la legge 388 del 2000 che prevedeva comunque una perequazione piena, pari all'1,1% dell'assegno, solo per gli assegni inferiori a tre volte il minimo. Risorse che poi sono state impiegate anche per Quota 100.

L'Inps in una circolare appena pubblicata spiega che i trattamenti interessati dalla rimodulazione della perequazione sono 5,6 milioni. In dettaglio, si tratta di 23mila domande con decorrenza primo aprile che l'INPs deve esaminare: verranno messe in pagamento nel mese di maggio, comprensive degli arretrati relativi al mese precedente. Per circa 2,6 milioni delle posizioni interessate, la riduzione media mensile dell'importo lordo risulta di 28 centesimi.

La legge di Bilancio ha introdotto un nuovo meccanismo di rivalutazione automatica, al ribasso, dei trattamenti pensionistici per il triennio 2019-2021. Per quelle di importo superiore sono previste sei fasce di incremento: dal 97% dell'inflazione per gli assegni compresi fra 3 e 4 volte il minimo (2.029 euro) fino al 40% per le pensioni più ricche, quelle superiori a 9 volte il minimo (4.569 euro).

Una pensione di 4.700 euro (lordi) nel 2018 è passata a 4.744,64 euro da gennaio a marzo: ad aprile scendere a 4.720,68 euro per effetto delle novità. Per importo complessivo lordo si intende la somma di tutte le pensioni di cui un soggetto è titolare, erogate sia dall'Inps che dagli altri Enti presenti nel Casellario centrale, assoggettabili al regime della perequazione cumulata. Come ricostruito da Repubblica nei giorni scorsi, la volontà del governo era di evitare di presentare il conto della restituzione ai pensionati sotto periodo elettorale: si era ipotizzata la mensilità di giugno. Nei prossimi mesi l'Inps comunicherà ai pensionati le modalità di recupero delle somme.