Pd, Zingaretti contro il "cinico imbroglio del sovranismo"

Pd, Zingaretti contro il

È stato il presidente della commissione congresso uscente Gianni Dal Moro a formalizzare i risultati delle primarie del 3 marzo e gli esiti dei gazebo. Anche il simbolo del partito con Zingaretti si è rafforzato: alle europee il 60% di coloro che votano il centrosinistra afferma che il partito dovrà presentarsi con il proprio simbolo mentre sono scarsi coloro che negano la validità del simbolo all'interno del partito, uno striminzito 25%, meno della metà di coloro che affermano che il simbolo deve essere mantenuto. I voti totali sono stati 1.582.083 e quelli validi 1.569.628.

Ma la sua visione per il partito appare anche essere più ampia e legata, fortunatamente, ad altri temi: "Tutto questo odio sta creando lavoro o sviluppo?" Così Nicola Zingaretti nella sua relazione all'Assemblea nazionale del Pd a Roma.

Va bene che Zingaretti non è Renzi, ma credere che con queste scelte gli elettori di sinistra possano pensare che il suo Partito Democratico sia diverso da quello bocciato alle ultime politiche è difficile immaginarlo e, finito l'entusiasmo sulla scia delle primarie, Zingaretti potrebbe ritrovarsi ad affrontare un non improbabile "flop" alle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento europeo. "È indispensabile rimettere al centro della nostra politica la giustizia sociale", ha aggiunto, perché "la lotta alla povertà é la condizione per stare meglio tutti".

"Se mi candiderò alle europee col Pd?" Lo confermano fonti parlamentari dell'area Lotti-Guerini.