Papa Francesco aprirà gli archivi segreti del Vaticano su Pio XII

Papa Francesco aprirà gli archivi segreti del Vaticano su Pio XII

"Annuncio la mia decisione di aprire alla consultazione dei ricercatori la documentazione archivistica attinente al pontificato di Pio XII, sino alla sua morte, avvenuta a Castel Gandolfo il 9 ottobre 1958", ha dichiarato solennemente il Pontefice. Eugenio Pacelli, ha ricordato Francesco, ha "a volte" ricevuto critiche nate da "qualche pregiudizio o esagerazione".

Oggi, sottolinea ancora il Pontefice, "essa è opportunamente rivalutata e anzi posta nella giusta luce per le sue poliedriche qualità: pastorali, anzitutto, ma poi teologiche, ascetiche, diplomatiche". Papa Francesco ha detto di avere assunto "la decisione sentito il parere dei miei più stretti Collaboratori, con animo sereno e fiducioso, sicuro che la seria e obiettiva ricerca storica saprà valutare nella sua giusta luce, con appropriata critica, momenti di esaltazione di quel Pontefice e, senza dubbio anche momenti di gravi difficoltà, di tormentate decisioni, di umana e cristiana prudenza, che a taluni poterono apparire reticenza, e che invece furono tentativi, umanamente anche molto combattuti, per tenere accesa, nei periodi di più fitto buio e di crudeltà, la fiammella delle iniziative umanitarie, della nascosta ma attiva diplomazia, della speranza in possibili buone aperture dei cuori". In effetti il 'caso Pio XII' ha una ricaduta politica e culturale di non poco conto: in gioco è infatti la testimonianza che diede la Chiesa, nella sa più alta espressione - il papato - di fronte al dramma che riassume in modo estremo la storia del '900: la Shoah, lo sterminio degli ebrei. Sono davvero tanti i documenti e le carte legate alla figura di Pio XII probabilmente con milioni di fogli che verranno resi pubblici il 2 marzo del 2020.

Da allora la figura del pontefice che salvò Roma dalle bombe e aprì i conventi per aiutare gli ebrei in fuga fu macchiata indelebilmente da una distorta storiografia capace di cancellare persino gli encomi che Golda Meir rivolse a Pio XII nell'immediato dopoguerra. La presidente della comunità ebraica di Roma, Ruth Dureghello, commenta così la notizia: "L'augurio e la speranza ora è che si faccia chiarezza sul ruolo avuto da Pio XII nel periodo della Seconda Guerra Mondiale".

Sulla decisione del Papa è stata commentata anche dallo storico della Chiesa Alberto Melloni: "La storia", ha detto in un'intervista all'Ansa, "si occupa di storia, la leggenda nera è una leggenda, ci sono state polemiche attorno a fatti e ad azioni che sono parte di una storia".

Va inoltre rilevato che Francesco da tempo aveva auspicato un'apertura degli archivi affinché tutto fosse chiarito, non rimanesse cioè il sospetto che Oltretevere vi fossero materiali compromettenti o per qualsivoglia ragione, da nascondere. "E la seconda e' quando Pio XII fu raggiunto da tali informazioni".