Nuova Via della Seta, accordo Italia-Cina: Stati Uniti "avvertono" premier Conte

Nuova Via della Seta, accordo Italia-Cina: Stati Uniti

I porti italiani, Trieste e Genova in particolare, da tempo stanno lavorando (con missioni, progetti, etc.) per aumentare la cooperazione con aziende di stato cinesi che con i loro capitali possono favorire lo sviluppo di questi scali dinamici che spingono per diventare sempre più competitivi, anche grazie alla Nuova via della Seta. Sarebbe il primo paese del G7 a farlo e la sovranità del nostro popolo ne uscirebbe rafforzata, con l'adesione a un programma che avrebbe immense ricadute economiche e occupazionali benefiche, senza che la Cina, come ha affermato lo stesso Conte, ci chieda alcuna forma di sudditanza politico-militare.

A nulla sono valse le rassicurazioni del Governo, che da Palazzo Chigi ha fatto sapere che la collocazione euro atlantica italiana non cambierà.

Wang ha infine rivelato che il mese scorso, durante i colloqui a Washington, il vice premier cinese Liu Ha mangiato un hamburger a pranzo, mentre il rappresentante del commercio americano Robert Lighthizer ha mangiato il pollo Kung Pao con salsa di melanzane. Una spinta che l'ha sostenuto nel momento in cui tutti i cosiddetti partner europei lo sbertucciavano. "Nel 2017, il volume delle esportazioni su ferrovia ha registrato il più alto tasso di crescita, con un aumento anno su anno del 34,5%".

- A Suo avviso, quali sono gli scenari futuri per questo maxi-progetto in questo contesto assai complicato?

Ci troviamo di fronte a una gigantesca operazione propagandistica al servizio degli interessi imperialisti - che certamente si intensificherà di qui all'arrivo del presidente cinese - che dovrebbe seriamente preoccupare tutti i comunisti, i sinceri antimperialisti, gli amanti della pace e la vera sinistra che ha a cuore l'indipendenza e la sovranità del nostro paese.

Non è un caso che contro la firma, in occasione della visita di Xi Jinping sia stata avviata una forsennata campagna mediatica, ispirata dall'esterno, per fermare il progetto. "Non significa che saremo vincolati il giorno dopo, ma potremo entrare e dialogare". Naturalmente anche con gli Usa il dialogo è costante su un dossier cosi strategico. Esportiamo per 13 miliardi, la Germania per 90. Invece l'Italia è un Paese speciale, e per di più è guidato da una coalizione anomala.

La nostra quota di export nel mondo è del 3% circa, secondo dati ICE.

Le dichiarazioni di Conte sono state diffuse ieri anche da Xinhua News Agency.

In seguito all'estensione della scadenza dei negoziati commerciali del 1 ° marzo, la fiducia degli investitori verso un accordo commerciale completo è aumentata, ma si dice che la mancanza di progressi nelle ultime settimane abbia portato il Dow a lottare. Sulla Nuova Via della Seta cinese, in effetti, c'è molto più in gioco delle scelte dell'Italia, perché l'iniziativa di Pechino ha tutti i contorni di una marcia a tappe forzate per diventare attore protagonista dell'economia mondiale, immettendo miliardi per costruire una superstrada di cavi e cemento che colleghi tre continenti: oltre all'Asia e all'Europa, anche l'Africa.