Malattia di Parkinson, sensori indossabili e intelligenza artificiale per la diagnosi precoce

Malattia di Parkinson, sensori indossabili e intelligenza artificiale per la diagnosi precoce

La diagnosi sul Parkinson è generalmente orientata alla valutazione dei sintomi motori. Tutto ciò grazie a dei guanti hi-tech che, per merito dell'intelligenza artificiale, sono in grado di riconoscere i segnali del morbo da 5 a 7 anni prima del loro arrivo.

Si tratta di un tecnologia che non è per nulla invasiva e che in futuro potrà essere estremamente utile ad individuare con largo anticipo la presenza di morbo di Parkinson con tutti i vantaggi che una diagnosi assai precoce offre, primo fra tutti la possibilità di iniziare subito una terapia. Il SensHand V1, questo il nome del "super guanto", è stato messo a punto da ricercatori del The BioRobotics Institute presso la Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa, in collaborazione con i colleghi dell'U.O. La sua funzione è rilevare, misurare e analizzare i movimenti delle braccia a caccia di eventuali spie precoci di tremore, rigidità muscolare e rallentamento dei movimenti, tipici della malattia. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati sulla rivista scientifica specializzata Parkinsonism & Related Disorders.

"Gli studi condotti in collaborazione con l'Istituto di BioRobotica - spiega Carlo Maremmani - hanno permesso di sviluppare sensori indossabili per l'analisi del movimento e, con questi, valutare soggetti con iposmia, svelando minime alterazioni motorie non visibili ad 'occhio nudo', arrivando così alla diagnosi di malattia di Parkinson preclinica".

Tuttavia, è spiegato dai ricercatori, "questi sintomi compaiono in modo evidente solo dopo vari anni che il processo neurodegenerativo ha già avuto inizio nel sistema nervoso, portando a un notevole ritardo nella cura della malattia".

Tra i sintomi non motori, particolare rilevanza ha l'iposmia idiopatica, ovvero una ridotta capacità olfattiva, che rappresenta un fattore di rischio per lo sviluppo del Parkinson entro cinque anni. Sperimentato su 90 persone (30 individui sani, 30 con iposmia idiopatica e 30 con Parkinson), il dispositivo Senshand ha dimostrato che, combinando le informazioni acquisite con i sensori e con un test dell'olfatto, è possibile identificare i segni precoci della malattia. Il sistema è stato elaborato nell'ambito del progetto Daphne, finanziato dalla Regione Toscana nell'ambito del programma Fas Salute 2007-2013.

"Il nostro lavoro - ha dichiarato Erika Rovini, post-doc dell'Istituto di BioRobotica - pone le basi per approfondire e promuovere l'utilizzo di sensori indossabili non invasivi e a basso costo, congiuntamente a tecniche avanzate di intelligenza artificiale, per lo sviluppo di sistemi affidabili da poter essere utilizzati nella pratica clinica come strumenti di decision making di supporto al medico per la diagnosi della malattia di Parkinson in una fase molto precoce che non è possibile identificare con le tradizionali tecniche diagnostiche".