Lavoro, Istat: a gennaio la disoccupazione giovanile sale al 33%

Lavoro, Istat: a gennaio la disoccupazione giovanile sale al 33%

Il dato, che risulta migliore del 7,9% atteso dagli analisti, si confronta anche con l'8,6% di gennaio 2018 e conferma la disoccupazione ai minimi dall'inizio della crisi (ottobre 2008).

Seppure il tasso di disoccupazione a gennaio è rimasto stabile al 10,5 per cento, tra i giovani il tasso sale invece di 0,3 punti percentuali rispetto a dicembre, al 33%. L'aumento dell'occupazione riguarda esclusivamente gli uomini. A gennaio +15 mila disoccupati e -22 mila inattivi, su base trimestrale +35 mila disoccupati e -53 mila inattivi. Non è così per i giovani, tra i quali invece il tasso di disoccupazione sale di 0.3 punti percentuali rispetto a dicembre toccando il 33%. L'andamento degli occupati, sottolinea l'istituto, è determinato da un aumento consistente dei dipendenti permanenti (+56 mila), mentre si osserva un calo dei dipendenti a termine (-16 mila) e degli indipendenti (-19 mila). Le dinamiche del mercato del lavoro sono trainate prevalentemente dalla componente maschile anche per quanto riguarda la disoccupazione e l'inattività. In questo caso spicca il dato anagrafico: la crescita è "esclusivamente" tra gli ultracinquantenni (+250 mila). I dati del trimestre novembre 2018 - gennaio 2019 mostrano una occupazione in lieve calo rispetto ai tre mesi precedenti (-0,1%, pari a -19mila unità).

In lieve crescita la stima degli occupati rispetto a dicembre (+0,1%, pari a +21mila unità) mentre il tasso di occupazione rimane stabile al 58,7%.

Nei dodici mesi, la crescita degli occupati si accompagna al calo dei disoccupati (-5%, pari a -144mila unità) e degli inattivi tra i 15 e i 64 anni (-1%, -129mila).

Nel periodo diminuiscono i dipendenti a termine e gli indipendenti, mentre si registra un segnale positivo per i dipendenti permanenti.Su base annua, al netto della componente demografica la variazione è positiva per tutte le classi di età tranne i 15-34enni.