La Bce conferma i medesimi tassi per tutto il 2019

La Bce conferma i medesimi tassi per tutto il 2019

Arriva il plauso del direttore della comunicazione del Fondo monetario internazionale, Gerry Rice che ieri, durante il consueto briefing bisettimanale con la stampa, ha lodato la decisione della Banca centrale europea di rimandare il rialzo dei tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale, lasciandoli invariati rispettivamente a zero, allo 0,25% e al -0,40% fino alla fine del 2019. Tagliate le stime dell'inflazione: nel 2019 l'1,2% (da 1,6%), nel 2020 1,5% (da 1,7), 2021 1,6% (da 1,8%).

Da marzo 2016 la BCE applica una politica di tasso di interesse pari allo zero percento, nel tentativo di incoraggiare la stimolazione dell'economia mediante prestiti bancari a basso costo (i prestiti bancari commerciali applicano un piccolo tasso di interesse positivo, i fondi depositati dalle banche commerciali con la BCE non fruttano interessi) ed è stata fortemente impegnata in un programma di acquisto di asset, anche se la fase di investimento in nuovi fondi si è conclusa nel dicembre 2018. Lo ha deciso il Consiglio direttivo dell'Eurotower, precisando che il nuovo programma terminerà a marzo 2021. Perché? Secondo il giornalista le misure espansive annunciate da Mario Draghi sarebbero la risposta al significativo abbassamento delle previsioni di crescita per quest'anno (da 1,7% a 1,1%) e per i successivi; una conferma delle difficoltà dello scenario economico comunitario.

La Germania e l'Italia, appunto, vengono citati da Draghi come fattori interni del rallentamento economico. Alla base della scelta della Bce di varare una nuova serie di Tltro c'è stata "l'incertezza diffusa e dati peggiori" del previsto, dice il presidente della Bce, aggiungendo che in questo tipo di scenario "si fa quello che si pensa sia giusto". Le nuove aste di liquidità, spiega ancora, "hanno un obiettivo fondamentale legato alla situazione dei finanziamenti delle banche nei prossimi anni, in cui avremo un 'ingorgo' causato dalla scadenza dei prestiti esistenti, di obbligazioni bancarie e del rispetto di alcune normative".

L'Eurozona rallenta. E la colpa è anche del nostro Paese.

Il Consiglio direttivo della Bce ritiene "molto basse le possibilità di una recessione" afferma Draghi, evidenziando comunque il fatto che "abbiamo mantenuto una valutazione di rischi orientati al ribasso". Corrono voci, inoltre, che si stia preparando la strada per un nuovo maxi-prestito che possa evitare a molti istituti di credito di trovarsi con insufficiente liquidità; tale misura sarà particolarmente favorevole per le banche italiane pesantemente dipendenti dalla liquidità della Banca centrale europea.