In Italia il primato Ue di morti per antibiotico-resistenza

In Italia il primato Ue di morti per antibiotico-resistenza

Su circa 33 mila decessi l'anno in tutta Europa, nel nostro Paese se ne contano oltre 10 mila. "Attualmente qualunque tipo di infezione, dalla più banale come una semplice infezione cutanea o urinaria, a infezioni gravi quali polmoniti e sepsi, può essere causato da batteri antibiotico-resistenti", ha spiegato Marco Tinelli, tesoriere della Simit (Società italiana di malattie infettive e tropicali) e presidente, insieme al presidente di Simit Massimo Galli, del summit Amit - Argomenti di malattie infettive e tropicali, che nel corso del suo VII Congresso biennale (in programma a Milano domani e venerdì 15), affronterà proprio questo argomento. In Italia, secondo l'Istituto Superiore di Sanità, le infezioni ospedaliere hanno un'importanza anche maggiore di tante altre malattie non infettive. Su 9 mln di ricoveri in ospedale, annualmente si riscontrano dai 450mila ai 700mila casi, con una percentuale pari al 5-8% di tutti i pazienti ricoverati.

Si prospetta che nel 2050 la principale causa di decessi sarà da attribuire alle infezioni batteriche. Le persone più colpite sono soprattutto gli anziani e i bambini nei primi mesi di vita. I numeri, come testimoniano quelli prima citate, in effetti sono sconvolgenti. "I batteri non conoscono frontiere - conclude Tinelli - e le stesse resistenze che si trovano in Europa o negli Stati Uniti si possono evidenziare in villaggi sperduti in Africa e in America Latina, come anche il report dell'Oms dimostra chiaramente".

A livello internazionale, il 63% delle infezioni da superbatteri risulta correlato all'assistenza sanitaria e socio-sanitaria. I dati riferiti al 2017 dalle più importanti organizzazioni sanitarie a livello mondiale ed europeo (Organizzazione Mondiale della Sanità - OMS ed il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie Infettive - ECDC) affermano che, a causa della resistenza dei batteri agli antibiotici, si verificano 671.689 casi di infezioni, a cui sono attribuibili 33.110 decessi e 874.541 condizioni di disabilità. Inoltre, l'antibiotico-resistenza - sempre secondo gli organizzatori del convegno - è dovuta al trasferimento genico delle resistenze da un battere all'altro e dall'esagerato turn-over dei pazienti nelle strutture sanitarie (ospedali, RSA) dovuto ad una cronica mancanza di posti letto.

Tra le cause principali dell'antibiotico-resistenza indicate dall'indagine vi è sicuramente la scarsa tendenza a lavarsi frequentemente le mani.

In Italia, l'uso delle soluzioni alcoliche come detergenti risulta essere, secondo un report dell'Ecdc, tra i più bassi nell'Unione europea. Il problema è che le deiezioni animali sono portatrici di batteri farmaco-resistenti che si diffondono nel territorio circostante e anche nelle falde acquifere, nei fiumi e laghi.