Il killer della strage in Nuova Zelanda è il 28enne Brenton Tarrant

Il killer della strage in Nuova Zelanda è il 28enne Brenton Tarrant

Strage in due moschee di Christchurch, in Nuova Zelanda, durante le preghiere. "Il razzismo, l'odio religioso e l'islamofobia minacciano la pace e la stabilità nel mondo" aggiunge Jagland. Uno dei killer ha trasmesso l'attacco in diretta su Facebook.

L'autore della strage si chiama Brenton Tarrant ed è un australiano bianco di 28 anni che ha ripreso la strage in diretta streaming. Il primo evento che fece iniziare il cambiamento era l'attacco terroristico a Stoccolma, il 7 aprile 2017. Secondo i media locali, nelle due sparatorie alla moschea Masiid al Noor nel centro di Christchurch e alla moschea di Masjid, nel sobborgo di Linwood, il numero delle vittime potrebbe arrivare a 30. La polizia ha disinnescato ordigni esplosivi trovati all'interno di veicoli parcheggiati. Secondo l'emittente tv australiana Nine News Sydney, l'uomo è originario dello Stato del Nuovo Galles del Sud, sulla costa orientale del Paese. C'è il nome di Luca Traini, l'uomo che aprì il fuoco contro i migranti a Macerata nel febbraio 2018, e quello di Marcantonio Colonna, l'ammiraglio della flotta papale che combattè la battaglia di Lepanto per fermare la flotta dell'impero Ottomano.

Nuova Zelanda: attentato in 2 moschee. La premier neoelandese in conferenza stampa ha parlato espressamente di terrorismo e di un bilancio di 49 morti e 48 feriti. Poco prima della strage sui social era stato postato da uno dei killer una sorta di "manifesto anti-immigrati e anti-musulmani". La polizia ha chiesto ai cittadini di religione islamica a "non recarsi nelle prossime ore nelle moschee in nessuna parte della Nuova Zelanda". Una serie di autobomba, poi, sono state disinnescate nella città di Christchurch.

In quello che forse è il più grave attacco contro musulmani in un Paese occidentale, i testimoni parlano di vittime uccise anche a distanza molto ravvicinata. Lo ha detto la premier della Nuova Zelanda Jacinda Ardern.

Giorno di terrore in Nuova Zelanda. Aggiungendo: "La Nuova Zelanda è stata attaccata perché noi rappresentiamo la diversità". E questi valori non saranno e non potranno venire scossi da questo attacco.

In uno dei tweet postati dagli assalitori si vedono alcune scritte sui caricatori delle armi.

Una dedica al maceratese di recente condannato a 12 anni di reclusione, quasi un voler sottolineare da parte del suprematista l'essersi ispirato anche a quel raid per poter pianificare l'attacco alle due moschee. Anzi neppure si accorge che quella persona al volante e' in realta' uno che ha gia' sparato e che in auto ha tre mitragliatori e lattine di benzina.