Google: uno speciale doodle per celebrare Bach

Google: uno speciale doodle per celebrare Bach

Nei casi in cui il computer o il dispositivo da cui si utilizza il doodle non è abbastanza veloce da eseguirlo con TensorFlow.js, viene anche servito con le nuove Tensor Processing Units (TPU) di Google, un modo per gestire rapidamente le attività di apprendimento automatico nei data center. Inoltre cliccando sulla lente del Doodle si ottengono i risultati della chiave di ricerca Johann Sebastian Bach. Ci sono anche funzionalità per gli utenti un po' più esperti e un paio di brani preimpostati. Nato ad Eisenach, in Turingia, il 21 marzo del 1685, Johann Sebastian Bach apparteneva ad una famiglia di musicisti, infatti suo padre suonava diversi strumenti e era stato anche direttore d'orchestra della città. Tuttavia, ci sono anche altre limitazioni.

La fama di Bach per come lo conosciamo oggi ebbe origine nell'Ottocento, dopo che nel 1802 fu pubblicata una sua biografia scritta dal musicologo e organista Johann Nikolaus Forkel. In particolare oggi si associa Bach, oltre che alle modulazioni da una tonalità all'altra e alla sua padronanza di alcuni tipi particolari di composizioni come le fughe, al suo uso dell'armonia a quattro parti. Basterà cliccare sul pentagramma per aggiungere note, crome e semicrome e via dicendo, combinandole a piacimento. Beethoven, uno degli innumerevoli compositori che furono ammiratori di Bach, lo definì "padre originario dell'armonia".

La musica di Bach è finita anche nello Spazio: è stata registrata nel Golden Record, un disco per grammofono registrato e placcato in oro contenente suoni e immagini della Terra lanciato con le sonde Voyager 1 e Voyager 2 nel 1977. È possibile, inoltre, scaricare il risultato in midi e continuare a lavorarci sopra con qualsiasi DAW - Ableton, Logic, ecc. Per l'occasione, questo cervello virtuale è stato addestrato sugli spartiti di 306 delle armonizzazioni corali di Bach, particolarmente adatte allo scopo in quanto sono tutte costruite su quattro voci indipendenti tra loro. Questo perché, per la prima volta, abbiamo un doodle che sfrutta, seppur in modo basilare, una sorta di software IA per funzionare.