Corrado Guzzanti truffato: "Conti in rosso, un buco di 900 mila euro"

Corrado Guzzanti truffato:

"Ho avuto difficoltà a dormire e scoppiavo a piangere nel sonno" - racconta Guzzanti, parlando del periodo difficile che è seguito alla truffa - "Avevo difficoltà a fare la spesa, ma con molta lentezza ho ripreso a vivere, grazie anche alla mia compagna che mi è rimasta sempre vicina".

Il produttore Terenzio Valerio Trigona e il suo bracco destro Cesare Vecchio sono a processo per truffa ai danni di Corrado Guzzanti, che ieri si è presentato a piazzale Clodio per testimoniare.

Forse l'attore comico italiano più geniale della sua generazione, trent'anni di carriera di successi in tv e a teatro e si presume di lauti guadagni, a Corrado Guzzanti è successo di ritrovarsi ridotto a scegliere le scatolette di tonno più economiche per tirare avanti, con l'incubo dell'appartamento pignorato dalla banca e un buco nel bilancio personale di quasi un milione di euro di tasse non pagate. Corrado Guzzanti sarebbe rimasto vittima di una presunta truffa andata avanti per dieci anni.

"Ogni volta che viene pronunciato il suo nome (Valerio Terenzio Trigona, ndr) è una pugnalata al cuore. Il trauma emotivo, posso dire ora a cinque o sei anni di distanza, è stato più forte di quello economico e finanziario", ha sottolineato. Conosciuto nel 1994 ai tempi di Tunnel, condotto su Rai Tre da Serena Dandini, Trigona, già impresario di big della canzone come Dalla, Morandi, Ron, Vanoni, aveva convinto Guzzanti ad affidargli la gestione di una parte cospicua dei suoi guadagni per investirli in titoli tedeschi dai rendimenti elevati e certi. Trigona venne delegato di operare sui conti dell'attore e di occuparsi del pagamento delle relative imposte, ma i bund tedeschi che diceva di acquistare in realtà non esistevano e così Guzzanti si è trovato ad affrontare un debito di 900mila euro con il fisco. Guzzanti crede anche di pagare un conto di liquidità dal quale Trigona "effettua prelievi, dispone bonifici, effettua operazioni di giroconto e richiede assegni circolari" - si legge nel capo di imputazione. A raccontarlo in un aula del Tribunale di Roma è Corrado Guzzanti, che ha rivelato di esser stato raggirato e frodato da quello che non era solo il suo manager ma anche un suo amico.

"Ho scoperto di essere talmente rovinato che 500 euro mi avrebbero fatto comodo", ha spiegato ancora Guzzanti ricordando quel periodo. "Poi nel 2015 è arrivato un nuovo progetto".