Conte e la Cina: dall’Avvocato del popolo all’Antani del popolo

Conte e la Cina: dall’Avvocato del popolo all’Antani del popolo

E così, anche Donald Trump ha dovuto rassegnarsi e bloccare a terra i Boeing 737 Max 8, gli aeroplani dalla fama funesta che ormai erano guardati con timore anche dai piloti e dagli equipaggi, oltre che dai passeggeri. L'Italia è sotto la lente di Bruxelles in vista della firma del memorandum d'intesa tra governo italiano e il presidente cinese Xi il 23 marzo prossimo. "Non un accordo vincolante ma un quadro che ci consentirà di aprire una strada molto interessante e in quel quadro valutare le opportunità che ci offriranno". Beninteso i succitati ritardi ci sono, tuttavia tengo a precisare che Fastweb non intende avviare alcun tipo di intervento di riduzione del proprio personale anche perché, come dimostrano i risultati finanziari e industriali del 2018 diffusi di recente, la società è in salute. La verità è che la Tav fa parte di contratti e trattati internazionali e l'unico modo per stopparla non è mandare qualcuno a fare analisi costi-benefici, ma che il Parlamento in maggioranza voti per fermarla. E' qui che si annidano, ad esempio, le tensioni che si stanno consumando fra Cina e Stati Uniti, determinati questi ultimi a difendere e mantenere il loro ruolo nella leadership mondiale. Probabilmente la ragione della tempesta diplomatica è da ricercare in altri motivi.

Non a caso in Europa gli Stati che già hanno aderito sono Grecia, Portogallo e Ungheria, cioè quei Paesi che come l'Italia hanno gravi problemi di debito pubblico che possono essere in parte risolti dagli eventuali investimenti dei grandi fondi sovrani Cinesi. Le reticenze dell'Europa sono soprattutto legate alle particolarità del modello di sviluppo cinese, fortemente in contrasto con i principi di trasparenza, di concorrenza e di standard sociali europei. Si tratta di un'intesa che fissa "una cornice di obiettivi, principi e modalità di collaborazione nell'ambito dell'iniziativa Belt and Road, un importante progetto di connettività euroasiatica cui il nostro Paese guarda con lo stesso interesse che nutriamo per altre iniziative di connettività tra i due continenti".

La prospettiva di un'adesione dell'Italia al progetto cinese, oggi all'ordine del giorno, solleva molteplici interrogativi al riguardo. Il nodo complesso è dato dal fatto che la Cina ha una politica estera aggressiva, da grande potenza, che si è sviluppata costruendo egemonia politica veicolata appunto da apparentemente banali accordi commerciali, alla ricerca palese di un allargamento della propria egemonia geopolitica in Asia, in Africa. È uno degli avvertimenti contenuti nella comunicazione Ue sulle relazioni con la Cina in cui si fa anche riferimento alla necessità di una strategia unitaria con Pechino degli Stati membri.