Brexit, Londra vota contro l’uscita senza accordo: caos alla Camera

Brexit, Londra vota contro l’uscita senza accordo: caos alla Camera

Se passa, sarà un segnale di possibile ricompattamento della pur risicata maggioranza di governo.

Stasera ci sarà il voto decisivo sulla possibilità di scongiurare lo scenario del no-deal.

Il primo, presentato da un fronte trasversale pro Remain, chiede che il rinvio sia collegato invece alla convocazione di un secondo referendum sulla Brexit. Un'altra sonora sconfitta per la premier, nonostante quella che in molti avevano definito una svolta, ovvero la concessione al Regno Unito da parte di Bruxelles di una clausola di salvaguardia sul mantenimento di un confine senza barriere fra Irlanda e Irlanda del Nord. "Senza accordo - continua la Coldiretti - un problema riguarda anche la tutela giuridica dei marchi con le esportazioni italiane di prodotti a indicazioni geografica e di qualità (Dop/Igp) come in Grana ed il Parmigiano Reggiano che incidono per circa il 30 per cento sul totale dell'export agroalimentare Made in Italy e che senza protezione europea rischiano di subire la concorrenza sleale dei prodotti di imitazione da paesi extracomunitari". Sì, ma per fare cosa? Al contrario, se l'ala oltranzista dei Tories dovesse bocciare la controproposta Ue, si arriverebbe ad una fase di stallo, la stessa alla quale si giungerebbe direttamente nel caso in cui i Comuni dovessero bocciare nel voto di giovedì la mozione per l'estensione dell'Articolo 50. Schinas non ha voluto commentare i termini e la durata dell'eventuale richiesta da parte di Londra.

La posizione dell'esecutivo è stata illustrata al capo dello Stato Sergio Mattarella dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte e dalla delegazione dei ministri che lo ha accompagnato per il consueto pranzo al Quirinale che precede la riunione del Consiglio europeo.

Le ultime ore hanno fatto registrare spiragli di apertura verso la May dai Tory brexiteer ultrà e dagli alleati unionisti nordirlandesi del Dup.

Questa opinione legale sembra anticipare a questo punto l'ennesima bocciatura della proposta di May da parte del Parlamento britannico. I leader Ue potrebbero anche decidere di accogliere la richiesta britannica di una proroga, ma non per un breve periodo, bensì per un tempo più lungo. Il voto era sostanzialmente un bis di quello sull'emendamento bipartisan che con soli quattro voti di maggioranza aveva respinto l'uscita senza accordo "in ogni circostanza". Mentre Tony Blair sta facendo pressioni su Macron perché tenga una linea dura, nella speranza che l'impasse porti Londra a revocare la Brexit. "Il potenziale e' illimitato!", ha twittato di prima mattina l'inquilino della Casa Bianca.