Vialli: "Il cancro? Ora sto bene"

Vialli:

"Non è stato un periodo facilissimo, ma mi ha insegnato molto e ce la sto mettendo tutta, anche se ho ancora molto da fare". Gianluca Vialli, premiato con il premio 'Il bello del calcio' in memoria di Giacinto Facchetti, torna a parlare della sua malattia. Accetto il premio con grande umiltà e orgoglio.

L'ultima battuta sulla situazione della Juventus, che continua ad accarezzare il sogno di alzare ancora una volta la famosa 'coppa dalle grandi orecchie: "Io ultimo juventino ad alzare la Champions League?". La Juve ha già fatto tre gol al Bernabeu.

"Perché qualunque cosa dica può essere usata contro di me", ha aggiunto poi con un sorriso che ha lasciato spazio a molte interpretazioni da parte dei presenti.

Il riconoscimento è stato consegnato all'ex attaccante e allenatore in occasione della tredicesima edizione del premio e del Candido Day, per un bilancio delle attività della Fondazione intitolata a Candido Cannavò. "Vorrei che questa squadra la vincesse un anno sì e un anno no", ha concluso Vialli. Sul palco della premiazione anche Barbara, Giovanna e Gianfelice Facchetti, Gabriele Gravina e Giovanni Malagò.

"Quando mi hanno comunicato per dirmi che volevano consegnarmi il premio in memoria di Facchetti sono rimasto sorpreso, quasi scioccato. Poi ho accettato con piacere", ha detto Vialli dal palco.

"Nella vita serve 'calling' la vocazione, la chiamata - ha proseguito Vialli, raccontando la sua esperienza personale - Avevo appena iniziato a camminare, ho dato un calcio al pallone e mi sono innamorato". Il talento non è importante, lo è la continuità.